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Messaggeria di BikeRide.itMessaggio di MARIO del 31/08/2010

Ciao Alessi, complimenti per il sito, l'ho appena scoperto cercando notizie sulla cilclabile della Drava che un mio amico ha fatto facendom,i morire di invidia. 15 anni fa ero nutrito dallo stesso spirito di avventura di molti di voi, poi il lavoro, la famiglia ecc hanno contribuito a ridurre tempo, voglia e allenamento. Mi sono stupito di non aver trovato nulla sulla val d'Aveto, ma se non ho capito male sei delle parti di potenza per cui per te è un po fuori mano, in ogni caso te la consiglio, sono belle zone, magari qualche utente del forum può confermare la mia opinione. Condivido pienamente quanto affermi sul gustare pienamente il viaggio in bicicletta metro per metro, confermo che sono cose che ti rimangono per sempre e le "imprese" sulle due ti aiutano anche in momenti di difficoltà. prima o poi so che tornerò a faticare sull'asfalto esperienza unica e fortificante.
ciao a tutti

Mario

Messaggeria di BikeRide.it

Valutazione di FER - Campeggio CAMPING RIDRACOLI di RIDRACOLI
Messaggeria di BikeRide.it
Periodo 7/2010
Campeggio CAMPING RIDRACOLI a RIDRACOLI (EMILIA ROMAGNA)
ladigadiridracoli@atlantide.net
Euro per notte: 12,00
Colazione non inclusa e non disponibile a pagamento
Cena non inclusa e non disponibile a pagamento
Comfort da non perdere
Ospitalita' ottima
Igiene ottima
Valutazione: 8.7
Sono stato in questo campeggio nel 2009 e nel 2010. E' ottimo, piccolo e poco frequentato. Consente di visitare agevolmente le Foreste Casentinesi luoghi splendidi attraverso i quali è possibile percorrere bellissimi itinerari in MTB. Lo consiglio vivamente a chi ama realmente la natura.

FER


Dateci le piste ciclabili e togliamo il disturbo
BikeRide.itAgli utenti della strada che utilizzano mezzi diversi dall'automobile non è esplicitamente vietato circolare, più semplicemente, vengono messi nelle condizioni di sentirsi ospiti indesiderati: le strade sono ideate in funzione delle automobili e di nessun'altro mezzo. Anche riguardo alle regole vi è una disparità di trattamenti tanto acquisita e cronica quanto ingiusta. Il codice della strada, per esempio, vieta il sorpasso in corrispondenza di incroci e linee di mezzeria continue e prevede che questa manovra venga effettuata con prudenza, cioè adeguando la propria velocità a quella del mezzo che precede e segnalando per tempo la manovra con l'indicatore di direzione. Pensate a quante volte queste regole vengono infrante nel caso in cui il mezzo sorpassato è una bicicletta, incalcolabili, ed a quante volte queste infrazioni vengono rilevate dalle forze dell'ordine, praticamente mai. Forse perché è diffusa l'idea che i ciclisti sono dei cittadini di poco conto e che intralciano il traffico. In effetti, visto da dentro un'automobile, il diritto di precedenza rivendicato da un ciclista, anche se sacrosanto, si trasforma in una pretesa. E poi, nel traffico il ciclista và sorpassato per principio, non per necessità. Rallentare perché l'automobile che precede và piano non rende nervosi come farlo perché davanti c'è una bicicletta, rallentare per colpa di un ciclista all'automobilista gli rode, si sente defraudato di un diritto non sancito dal codice della strada ma conferitogli per promanazione divina. Bisogna ammettere che, di fatto, i ciclisti sono degli utenti della strada di serie B. Eppure la strada è di tutti, dei veloci e dei lenti, degli ingombranti e degli agili, dei disinvolti e degli impacciati, e se un'automobilista è costretto a rallentare per la presenza di un ciclista, in realtà, non subisce un torto, bensì paga lo scotto della condivisione degli spazi e della convivenza, lo stesso scotto che paga il ciclista quando respira smog e resta assordato dai rumori del traffico. Su un fatto concordo: i ciclisti dovrebbero sparire dalle strade delle automobili, dateci le piste ciclabili e togliamo il disturbo.

Marco Addio, ragazzo di Romagna,
scalatore venuto dalla pianura.
Addio, pirata di montagna,
prodigioso scherzo della natura.
Forte,
più delle salite, più degli avversari, più dell'amor proprio,
troppo forte per non restare solo,
inesorabilmente,
in gara e nella vita.
Quando il gruppo salirà
io ti cercherò in mezzo a loro,
aspetterò la tua progressione incontenibile,
tiferò per te... per sempre!

L'ecologia prima di tutto
Un vero cicloturista è un amante della natura, fin qui tutti d'accordo. Ma ci sono schiere di motociclisti ed automobilisti convinti di esserlo. E se tanto mi dà tanto, chi può impedire ad un sedicente cicloturista di disfarsi di lubrificanti e solventi di risulta nello scarico di un lavandino? E' come quando si dice "io non butto mai nulla dalla bici" e risponde il coro "neanch'io", "nemmeno io", "non sia mai", "vergogna".
E allora chi si prende la briga di spargere per strada borracce e copertoni da ventotto pollici... o li vedo soltanto io?
Io conservo lubrificanti e solventi di risulta nelle bottiglie in PVC da 2 litri, le normalissime bottiglie per l'acqua. E periodicamente le consegno al consorzio per gli olii usati. Fatti un favore, fallo anche tu.

Il panno pulito che non lascia pelucchi
Uno straccio, l'emblema della miseria, eppure ci sono dei momenti in cui pagheremmo cifre fuori mercato per averne uno pulito. Gli scottex vanno bene per assorbire o come tovaglietta d'appoggio, ma quando si tratta di pulire energicamente senza creare briciole e poltiglia la vecchia maglietta della "fruit of the loom" è il massimo. Una volta sporca, però, l'incantesimo si rompe. Proviamo a conservarla lì sullo scaffale fra l'antigelo e lo spray per lucidare i cruscotti ma la bastarda resta sporca. L'uomo medio confida nel fatto che si autolavi, che lo sporco abbia un decadimento chimico ed abbandoni il tessuto. Invece la stronza comincia a puzzare di frigorifero spento lasciato chiuso e si impolvera, inesorabilmente. Perchè? E' inspiegabile? Perchè non la ritrovo profumata, stirata e piegata come tutte le altre magliette? E allora arriva l'illuminazione. E' un attimo, un gesto compiuto in stato di semi-incoscienza, ops, e finisce nel portabiancheria. Ma non sei scemo, lo sai che non si fa, infatti te lo sei già dimenticato. Completamente rimosso. Tant'è vero che quando tua moglie ti si para davanti imbufalita tu cadi dalle nuvole e con l'innocenza di una mammola le chiedi "chi, io?" Ma in casa siete solo in due e lei non sale in bici dalla cresima. Non ti resta che confessare fra le lacrime. A quel punto tua moglie, mossa a compassione, ti affida le sue misteriose istruzioni ed un comodissimo blocchetto di sapone di marsiglia col manico, salvo scoprire che trattasi di portasapone saldato per fossilizzazione, altro che manico. Svuoti la boccia dei pesci disabitata dal '64 e ti cimenti. Ebbene si, il marito, l'idiota, sono io. Ma adesso sono un uomo nuovo. Faccio il bucato e lo stendo. Sono solo stracci ma sappiamo bene quanto valgono.



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