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| A te che pedali composto, ritmico, disinvolto ed a te che sembri il povero orsacchiotto con le pile di concorrenza. A te che con 150 euro prendi la citybike al Carrefour ed a te che quei soldi non bastano per i coperchietti in ergal. A te che hai attraversato il Gobi in solitaria e puoi raccontarlo ed a te che l'impresa della vita è stata la biciclettata di pasquetta del '99. A te che per quando perderai la facoltà di pedalare hai già disposto l'eutanasia a mezzo crocifissione su telaio in carbonio monoscocca in cima al Pordoi ed a te che Armstrong è il primo uomo sulla luna, Pantani il plurale di pozzanghera e Indurain un coadiuvante per la virilità. A te che a un "chi te lo fa fare?" non rispondi perché non lo sai ed a te che sai benissimo che è la passione, che è amore ed è sofferenza... ...e, comunque, non rispondi. A te, ospite gradito, è dedicato il mio spazio web. |
6 Maggio 2008 BikeRide.it è segnalato da La Repubblica ![]() 7 Aprile 2007 BikeRide.it è recensito dal Corriere della Sera ![]() 27 Aprile 2005 BikeRide.it è segnalato da Uno Mattina ![]() 10 Luglio 2004 BikeRide.it è segnalato dal settimanale Gioia ![]() 27 Agosto 2002 BikeRide.it è segnalato dal mensile Quark ![]() 5 Giugno 2001 BikeRide.it è su RMC, intervista telefonica durante il Giro d'Italia ![]() 14 Giugno 2000 BikeRide.it è il 'Sito della Settimana' di Yahoo Italia ![]() | ||
Messaggio di MARIO del 06/03/2010Ciao ...voglio complimentarmi per il tuo sito è veramente un punto di riferimento per tutti i ciclisti che amano viaggiare. io sono Mario di Chiari (BS)...nel agosto 2009 sono partito da Sivigliae mi sono diretto in portogallo con un amico in bicicletta abbiamo raggiunto capo desao vincente,dopo pedalando pedalando,siamo saliti verso Lisbona lungo la costa,ci siamo spostati allinterno siamo arrivati al santuario di Fatima seguendo il cammino Portoghese per Santiago de Compostela,dove siamo arrivati e abbiamo raggiunto finisterre. Tutto questo in 13 giorni 1500 KM di fatica e vera avventura,Un viaggio in bicicletta è un esperienza straordinaria !!.. un ..ciaogrande saluto a tutti i ciclisti ![]() | |||
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Dateci le piste ciclabili e togliamo il disturbo Agli utenti della strada che utilizzano mezzi diversi dall'automobile non è esplicitamente vietato circolare,
più semplicemente, vengono messi nelle condizioni di sentirsi ospiti indesiderati: le strade sono ideate in
funzione delle automobili e di nessun'altro mezzo. Anche riguardo alle regole vi è una disparità di trattamenti
tanto acquisita e cronica quanto ingiusta. Il codice della strada, per esempio, vieta il sorpasso in corrispondenza
di incroci e linee di mezzeria continue e prevede che questa manovra venga effettuata con prudenza, cioè
adeguando la propria velocità a quella del mezzo che precede e segnalando per tempo la manovra con l'indicatore
di direzione. Pensate a quante volte queste regole vengono infrante nel caso in cui il mezzo sorpassato è una
bicicletta, incalcolabili, ed a quante volte queste infrazioni vengono rilevate dalle forze dell'ordine,
praticamente mai. Forse perché è diffusa l'idea che i ciclisti sono dei cittadini di poco conto e che
intralciano il traffico. In effetti, visto da dentro un'automobile, il diritto di precedenza rivendicato da un
ciclista, anche se sacrosanto, si trasforma in una pretesa. E poi, nel traffico il ciclista và sorpassato per
principio, non per necessità. Rallentare perché l'automobile che precede và piano non rende nervosi come farlo
perché davanti c'è una bicicletta, rallentare per colpa di un ciclista all'automobilista gli rode, si sente
defraudato di un diritto non sancito dal codice della strada ma conferitogli per promanazione divina.
Bisogna ammettere che, di fatto, i ciclisti sono degli utenti della strada di serie B. Eppure la strada è di
tutti, dei veloci e dei lenti, degli ingombranti e degli agili, dei disinvolti e degli impacciati, e se
un'automobilista è costretto a rallentare per la presenza di un ciclista, in realtà, non subisce un torto,
bensì paga lo scotto della condivisione degli spazi e della convivenza, lo stesso scotto che paga il ciclista
quando respira smog e resta assordato dai rumori del traffico. Su un fatto concordo: i ciclisti dovrebbero
sparire dalle strade delle automobili, dateci le piste ciclabili e togliamo il disturbo. | |||
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L'ecologia prima di tutto Un vero cicloturista è un amante della natura, fin qui tutti d'accordo. Ma ci sono schiere di motociclisti ed automobilisti convinti di esserlo. E se tanto mi dà tanto, chi può impedire ad un sedicente cicloturista di disfarsi di lubrificanti e solventi di risulta nello scarico di un lavandino? E' come quando si dice "io non butto mai nulla dalla bici" e risponde il coro "neanch'io", "nemmeno io", "non sia mai", "vergogna". E allora chi si prende la briga di spargere per strada borracce e copertoni da ventotto pollici... o li vedo soltanto io? Io conservo lubrificanti e solventi di risulta nelle bottiglie in PVC da 2 litri, le normalissime bottiglie per l'acqua. E periodicamente le consegno al consorzio per gli olii usati. Fatti un favore, fallo anche tu. Il panno pulito che non lascia pelucchi Uno straccio, l'emblema della miseria, eppure ci sono dei momenti in cui pagheremmo cifre fuori mercato per averne uno pulito. Gli scottex vanno bene per assorbire o come tovaglietta d'appoggio, ma quando si tratta di pulire energicamente senza creare briciole e poltiglia la vecchia maglietta della "fruit of the loom" è il massimo. Una volta sporca, però, l'incantesimo si rompe. Proviamo a conservarla lì sullo scaffale fra l'antigelo e lo spray per lucidare i cruscotti ma la bastarda resta sporca. L'uomo medio confida nel fatto che si autolavi, che lo sporco abbia un decadimento chimico ed abbandoni il tessuto. Invece la stronza comincia a puzzare di frigorifero spento lasciato chiuso e si impolvera, inesorabilmente. Perchè? E' inspiegabile? Perchè non la ritrovo profumata, stirata e piegata come tutte le altre magliette? E allora arriva l'illuminazione. E' un attimo, un gesto compiuto in stato di semi-incoscienza, ops, e finisce nel portabiancheria. Ma non sei scemo, lo sai che non si fa, infatti te lo sei già dimenticato. Completamente rimosso. Tant'è vero che quando tua moglie ti si para davanti imbufalita tu cadi dalle nuvole e con l'innocenza di una mammola le chiedi "chi, io?" Ma in casa siete solo in due e lei non sale in bici dalla cresima. Non ti resta che confessare fra le lacrime. A quel punto tua moglie, mossa a compassione, ti affida le sue misteriose istruzioni ed un comodissimo blocchetto di sapone di marsiglia col manico, salvo scoprire che trattasi di portasapone saldato per fossilizzazione, altro che manico. Svuoti la boccia dei pesci disabitata dal '64 e ti cimenti. Ebbene si, il marito, l'idiota, sono io. Ma adesso sono un uomo nuovo. Faccio il bucato e lo stendo. Sono solo stracci ma sappiamo bene quanto valgono. | |||
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