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ALESSIO

Solitudine
04/12/2018 12:11:59
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E’ l’argomento del momento. Una volta si parlava di diete e vita sana, bastava aprire un cassetto per trovarci un dietologo SL* pronto a ripeterti le solite quattro cosette in croce ascoltate in palestra o al bar. Ora tutti psicologi SL* teorici dello stare soli.
La solitudine è una condizione, non una scelta.
Se vuoi sapere cos’è la solitudine ti tocca andare in una casa di riposo, lì la trovi di sicuro. La solitudine è quella cosa che, mentre telefoni all’ultimo numero della rubrica e nessuno ti risponde, ogni tono ti dilata il cuore fino a farti male. La solitudine è quella cosa che ti chiude la gola e lo stomaco quando senti che nessuno ti vuole.
Poi c’è lo stare soli per scelta.
Io, per esempio, quando viaggio in bici, solo, di notte, non viaggio in solitudine ma in autonomia, che è tutta un’altra cosa. Se hai bisogno di vedere la gente, ma non sempre, è naturale, ma cosa c’entra la solitudine con questo? E’ come respirare, non puoi inspirare e basta, prima o poi dovrai pur espirare.
E sul fatto di imparare a bastarsi e ad amarsi da soli, bah… l’onanismo non mi basta più fin dalle medie.
Credo che la chiave di tutto sia la paura di soffrire, nessuno lo vorrebbe. Certo se devono cavarmi il dente del giudizio preferisco l’anestesia. Ma tutto il resto voglio vivermelo, a costo di morire di dolore...
*SL: secondo lui

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=26034


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ALESSIO

Vorrei dirtene di cose…
17/08/2018 13:51:06
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Ti dico che se nel libro sul tuo comodino non c’è un segnalibro non lo stai davvero leggendo. Che se i tuoi sogni e la tua realtà non si somigliano nemmeno un po’ non stai davvero vivendo. Che il mare, i fiori e le case piccole e colorate ti aiutano a vivere con un piede dentro i sogni. Che se il cuore batte a vuoto e fa male vuol dire che sei ancora in tempo per ricominciare. Che la differenza fra avere le palle e non averle sono solo dieci secondi di coraggio. Che a farsi troppi conti, problemi, scrupoli… diventi vecchio e sei ancora lì che conti. Che se non mi vuoi più posso accettarlo, non dico capirlo, ma almeno prova a dirmelo. Che non sono le calamitine sul frigo o i post su instagram a dire dove sei stato, e con chi. Che le cose vanno provate, anche il gelato al basilico o quello con lo squacquerone. Che se ami qualcuno ma vorresti cambiasse, vuol dire che hai le idee parecchio confuse. Che non c’è niente di più limitante che concentrarsi sui propri limiti... c’è il mondo fuori.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=26043


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MARY

Bellissime parole, bellissimo sito
13/08/2014 19:35:24
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Mi sentendo un tantino contagiata dalla voglia di salire in bicicletta, cosa che non faccio da quando ero bambina... Cercando sullo web e trovando bellissime descrizioni... Ora ben che salgo in bici, cosa buona e giusta per l’animo.
Grazie.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=12451


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ALESSIO

Amo la bicicletta
22/03/2013 23:03:07
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Ho provato e riprovato a viaggiare avventurosamente lasciando la bici a casa: autostop, inter-rail, Citroen 2CV, ma i viaggi veri, quelli che non dimentichi mai e puoi stare lì a raccontare per giorni, li ho vissuti in bici. Si, perché nell’epoca delle autostrade e degli aerei si è perduto il gusto del viaggio. Secondo me viaggiare significa andare in un posto vivendo il percorso, con calma, gustandolo, e non arrivarci in tre ore sbirciando da un finestrino fotogrammi senza audio o, peggio, dormendo su un sedile. Oggi il viaggio è diventato un peso: lo scotto da pagare per arrivare alla meta. Si corre tutti i santi giorni, perché farlo anche in vacanza? ...e, magari, tornare a casa più stressati, ubriachi di notizie ed avvenimenti subiti in rapida successione. Alla fine la corsa contro il tempo te la sei portata dietro, senza riuscire a staccare le spina. Io, quando sono in bicicletta, viaggio per viaggiare e non per arrivare, la mia meta è spalmata lungo il percorso, vivo metro per metro la mia strada ed attimo per attimo la mia vita, ascoltando il paesaggio, respirando i luoghi, vivendo la strada come metafora della vita, con le sue salite e le sue discese. La vita è un dono a scadenza, è vero, ma viverla di fretta non la allunga, anzi. Eppure, la fretta ci domina, è la malattia del secolo, ci lasciamo aggredire dal senso di impellenza per tenere il ritmo di un mondo che corre, non si sa bene dove. Poi arrivano le vacanze, ma non cambia niente, perché la vacanza è uno stato d’animo, non una condizione, è un atteggiamento, un modo positivo di porsi rispetto agli eventi, belli o brutti che siano. Una vita priva di difficoltà non avrebbe senso, così come un viaggio senza imprevisti.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8983


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ALESSIO

Un viaggio in bici è un’avventura e qualche problema fa parte del gioco
23/02/2013 11:10:40
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E’ quando si vivono le difficoltà che la tempra del viaggiatore ti dà la forza di non mollare fino a quando, proprio lì dietro l’angolo, la soluzione al tuo problema trasforma in un ricordo, il più bello, la tua difficoltà. Noi cicloturisti viviamo un’altra dimensione, possiamo passare per pazzi o per quelli che hanno capito tutto ma non possiamo essere compresi, solo noi sappiamo che il mondo visto da una bici è così duro. Però dobbiamo essere consapevoli che una volta scesi dalla sella abbiamo fallito, non svuotare di significato il tuo viaggio in bicicletta, non fermarti.
Viaggiando ti capiterà di vedere posti bellissimi e di vivere situazioni ideali, sarà in quei momenti che dovrai vincere la tentazione di fermarti. Dopo la splendida persona che hai incontrato o il magnifico angolo di mondo che hai scoperto, proprio lì dietro l’angolo, ti aspettano persone ed esperienze mille volte più belle. Noi cicloturisti viviamo un’altra dimensione, possiamo passare inosservati o affascinare ma non possiamo essere compresi, solo noi sappiamo che il mondo visto da una bici è così bello. Ma dobbiamo essere consapevoli che una volta scesi dalla sella l’incantesimo si rompe, non svuotare di significato il tuo viaggio in bici, non fermarti mai!

La vacanza è uno stato d’animo, non una condizione
Sentirsi in vacanza non significa necessariamente esserlo. Ci si può sentire in vacanza anche durante una normale giornata di lavoro, prendendo qualcosa al bar o facendo la spesa, mentre si cucina o sparecchiando la tavola, basta volerlo, o meglio, basta chiedersi perchè no?
Cosa ci impedisce di star tranquilli, rilassati, sorridenti e in pace con noi stessi anche mentre sfidiamo la statistica cercando un parcheggio? Lo stress, la fretta o l’abitudine? Rompi il meccanismo ansiogeno, inventa qualcosa, non so, fai finta che ci sia un premio in gettoni d’oro per chi parcheggia per ultimo. Tanto avere i peli dritti dalla rabbia non ti aiuterà, anzi. Accendi lo stereo e ascolta un pò di musica, oppure spegnilo e canticchia, mettiti a tuo agio. Non è necessario dimenticare gli improrogabili impegni che stipano la tua agenda, è sufficiente dar loro la giusta dimensione, il giusto valore. Hai presente quella volta che sei andato al funerale di quel tuo conoscente, ecco, davanti alla morte siamo tutti realisti ma non perchè siamo emozionati o angosciati o sotto choc. E’ come se chi è volato in cielo ci trascinasse con se per qualche metro permettendoci di vedere meglio, dall’alto, di dare la giusta dimensione alle cose. Non parlo di cose terrene viste con la prospettiva della morte, che poi sarebbe il nome della cartella in cui di solito archiviamo questo tipo di esperienze. Parlo di cose della vita, cose che sono la vita stessa, cose importanti che meritano di essere fatte e di essere vissute con serenità.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8498


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ALESSIO

Chi me lo fa fare?
22/02/2013 23:06:54
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Ciao, volevo solo dirti che ho trovato interessante il tuo sito, avevo già voglia di fare qualcosa con la bici per la prossima estate, adesso ne ho ancora di più.
Ciao, grazie.
Stefano


Ciao Stefano, quando, nell’ormai lontano 1997, cercai le parole viaggio e bicicletta su Altavista, il motore di ricerca più in voga dell’epoca, non trovai nulla. Due anni dopo, mentre affrontavo una salita di quelle che, o pensi ad altro o scendi dalla bici, decisi di colmare quel vuoto e nacque BikeRide. Da allora sono cambiate tante cose, i motori di ricerca sono più efficienti, gli utenti sono tanti e più esperti, assessorati al turismo, tour operators, proloco, associazioni nazionali e regionali mettono a disposizione informazioni più complete e dettagliate di quanto io possa mai offrire. Io sono solo, il mio è un sito personale che si misura con siti aziendali ed istituzionali, che senso ha? E’ un impegno, e il dubbio che non serva a nulla mi spinge spesso a mollare. Poi arriva, puntuale, l’email di qualcuno che non ti chiede quale bici comprare o quanto costa attraversare la Manica con bici a seguito. E’ semplice, giusto due righe, l’email di qualcuno che ha sentito il bisogno di dire grazie e che, soprattutto, ha sentito il mio bisogno di sentirmelo dire.
Prego Stefano, prego, con tutto il cuore.
Alessio

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8984


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Salire in montagna
25/10/2012 22:59:38
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Salire in montagna non è follia,
e nemmeno masochismo.

Sul piano inclinato ci sei tu,
la tua determinazione,
la tua capacità di galleggiare sui tuoi limiti.

Salire in montagna è conoscenza di se,
profonda e intima.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8823


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Lettera ad un cugino mai nato
23/02/2011 11:08:16
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Carissimo motociclista che pretendi di essere mio cugino attaccandoti al numero di ruote, al cielo sulla testa, all’amore per la natura, omettendo quel che ti divide da me e dalla natura: gas tossici e rumori molesti. Con l’aria del grande avventuriero mi hai raccontato cosa si prova dopo aver fatto mille chilometri in un solo giorno schiena a pezzi, gambe addormentate e il sedere non lo senti più: gli stessi sintomi di un attacco di colite.
Non prendertela, centauro, non è una provocazione ma un fatto: l’avventura in bici sta a quella su una moto come la traversata della Manica a nuoto sta ad un pediluvio con l’acqua calda... e questo è tutto.


Ho scritto queste righe perché non c’è amore senza rispetto, e rispettare non significa portare rumore e veleno in posti che hanno come caratteristica peculiare l’esserne privi. E’ come bestemmiare in chiesa, come urlare al cimitero, come starnutire in un’incubatrice. E’ così che la vedo.
Io sono un automobilista, certo, e sono stato un motociclista, ma questo non mi impedisce di pensare o di scrivere quello che penso dei motociclisti e degli automobilisti, me compreso. Ho sentito motociclisti raccontare le proprie imprese ed accostarle ai viaggi in bici. Uno che va in moto tende a dimenticare che in bici si pedala. No! Un viaggio in bici è un’esperienza unica, lasciamo perdere le parentele, non contaminiamo lo spirito d’avventura e di sacrificio di chi conta solo sulle proprie forze, non cerchiamo parallelismi improbabili quando c’è chi si integra nella natura per vocazione e chi la natura la vince con la tecnologia. C’è un baratro, filosofico e pratico, incolmabile.
Con questo non voglio assolutamente denigrare una categoria e metterne in discussione i valori. Anzi, il discrimine non sta nel riconoscere le differenze ma nel non accettarle. Ho molti amici motociclisti, buoni amici, ma nessun cugino.

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8475


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ALESSIO

I ciclisti sono lacrime
21/09/2004 11:13:27
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I ciclisti sono lacrime, lacrime della strada, lacrime al contrario,
costrette a non cadere ma solo a scivolare.
I ciclisti sono statue, statue di sabbia, di ansia di partire,
destinate a sgretolarsi per la voglia di tornare.
I ciclisti sono silenzi, silenzi di noia, di voglia di cambiare,
e cercare il nuovo in un movimento sempre uguale.
I ciclisti sono segni di biro, scarabocchi di sangue, di polpacci squadrati, motori di carne che muove il metallo, macchie di vita da un finestrino.
I ciclisti sono polvere, polvere di sale, di ferro e di salita,
di forza che è finita, di livore sui pedali.

(Alessio Di Tommaso)

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=8485


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Marco
15/02/2004 22:15:02
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Addio, ragazzo di Romagna,
scalatore venuto dalla pianura.
Addio, pirata di montagna,
prodigioso scherzo della natura.
Forte,
più delle salite, più degli avversari, più dell’amor proprio,
troppo forte per non restare solo,
inesorabilmente,
in gara e nella vita.
Quando il gruppo salirà
io ti cercherò in mezzo a loro,
aspetterò la tua progressione incontenibile,
tiferò per te... per sempre!

(Alessio Di Tommaso)

http://www.bikeride.it/cicloturismo/riflessioni.php?id=9008


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