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Messaggio di VALLE STURA del 01/09/2010Salve, vorrei segnalarvi questa iniziativa in Valle Stura dove nei weekend, fino alla fine di settembre, c'è l'opportunità di caricare la bicicletta sull’autobus da Cuneo (5 euro) scendendo poi in sella dal Colle della Maddalena o da un'altra località, ammirando la Valle Stura e fermandovi nei paesi della Valle, dove trattorie, locande, ristoranti e negozi sono convenzionati con l'iniziativa. La proposta nasce dall’intento di far scoprire i tesori naturalistici, storici ed enogastronomici della valle Stura rivolgendosi anche alle famiglie che potranno apprezzare la visita della valle in bicicletta, godendosela in discesa, con particolare attenzione a coloro che “fanno più fatica in salita”. Sono previste 3 corse durante ciascun week-end con partenza davanti alla stazione ferroviaria di Cuneo: 2 il sabato (partenza ore 8.45 e ore 15.00) ed una la domenica (partenza ore 8.45). Per ususfruire del servizio di trasporto occorrerà prenotarsi telefonando al numero 0171/955855 o collegandosi al sito della dell’Associazione “Vivi la natura in Valle Stura” e compilando il modulo online a questo indirizzo: www.vallesturademonte.com Spero che la segnalazione possa essere gradita ![]() | ||||
| Valutazione di FER - Campeggio CAMPING RIDRACOLI di RIDRACOLI | ||||
Periodo 7/2010 Campeggio CAMPING RIDRACOLI a RIDRACOLI (EMILIA ROMAGNA) ladigadiridracoli@atlantide.net Euro per notte: 12,00 Colazione non inclusa e non disponibile a pagamento Cena non inclusa e non disponibile a pagamento Comfort da non perdere Ospitalita' ottima Igiene ottima Valutazione: 8.7 Sono stato in questo campeggio nel 2009 e nel 2010. E' ottimo, piccolo e poco frequentato. Consente di visitare agevolmente le Foreste Casentinesi luoghi splendidi attraverso i quali è possibile percorrere bellissimi itinerari in MTB. Lo consiglio vivamente a chi ama realmente la natura. ![]() | ||||
Nudo in mezzo ai carri armati
![]() Migliaia di chilometri percorsi in bici, ore ed ore di pedalate sui cigli di strada di mezza Europa e lì, a pochi centimetri, le automobili, con le quali ti illudi di aver stretto un patto di non belligeranza. Passano così veloci, sono così robuste, chi le guida, spesso, vive la strada come un videogame, con quel distacco dalla realtà che trasforma l'impiegato medio in un pazzo scatenato. Un ciclista lo sa, ne è pienamente consapevole, sa che uno dei trecento sorpassi che subisce in un giorno potrebbe andar male, ma non vuol crederci, non può pensarci, si inventa una barriera impenetrabile fra se e le carrozzerie, tiene la destra e, suo malgrado, tocca ferro o carbonio dipende dalla bici. Esorcizza quel timore pensando al paesaggio, alla fatica, alla strada che vista da una bici è più bella. Poi, un giorno, quel patto unilaterale viene infranto, senza preavviso, senza ultimatum, in una strada anonima, su una curva qualsiasi. Il mostro ti piomba addosso urlando il suo furore ma non lo senti arrivare, non lo vedi arrivare, non puoi far nulla, solo subire la vile aggressione, vile perchè alle spalle, vile perchè è facile giocare con la vita degli altri. Per istanti eterni sei una bambola di pezza, un inerme pupazzo alla mercè di un bambino violento e crudele, un grottesco feticcio a tua immagine rassegnato al suo rito vudù. Hai un braccio talmente a pezzi che sembra montato al contrario ma non fa male perchè ti senti fortunato, in fin dei conti non hai tirato le cuoia e ti è dato di soffrire, guarire, vincere scommesse baciandoti il gomito. I tuoi figli avranno ancora un padre, tua moglie un marito e tu un incubo in più che ti sveglierà presto la mattina, quando l'aria è più fresca e pedalare è più bello e l'assenza di traffico ti aiuta a non sentirti una lumaca senza guscio, una sagoma di cartone al poligono di tiro, una disossata di bovino adulto sull'affettatrice del banco carni, a non sentirti come sei, nudo in mezzo ai carri armati. Lettera ad un cugino mai nato Carissimo motociclista che pretendi di essere mio cugino attaccandoti al numero di ruote, al cielo sulla testa, all'amore per la natura, omettendo quel che ti divide da me e dalla natura: gas tossici e rumori molesti. Con l'aria del grande avventuriero mi hai raccontato cosa si prova dopo aver fatto mille chilometri in un solo giorno "schiena a pezzi, gambe addormentate e il sedere non lo senti più": gli stessi sintomi di un attacco di colite. Non prendertela, centauro, non è una provocazione ma un fatto: l'avventura in bici sta a quella su una moto come la traversata della Manica a nuoto sta ad un pediluvio con l'acqua calda... e questo è tutto. Ho scritto queste righe perché non c'è amore senza rispetto, e rispettare non significa portare rumore e veleno in posti che hanno come caratteristica peculiare l'esserne privi. E' come bestemmiare in chiesa, come urlare al cimitero, come starnutire in un'incubatrice. E' così che la vedo. Io sono un automobilista, certo, e sono stato un motociclista, ma questo non mi impedisce di pensare o di scrivere quello che penso dei motociclisti e degli automobilisti, me compreso. Ho sentito motociclisti raccontare le proprie imprese ed accostarle ai viaggi in bici. Uno che va in moto tende a dimenticare che in bici si pedala. No! Un viaggio in bici è un'esperienza unica, lasciamo perdere le parentele, non contaminiamo lo spirito d'avventura e di sacrificio di chi conta solo sulle proprie forze, non cerchiamo parallelismi improbabili quando c'è chi si integra nella natura per vocazione e chi la natura la vince con la tecnologia. C'è un baratro, filosofico e pratico, incolmabile. Con questo non voglio assolutamente denigrare una categoria e metterne in discussione i valori. Anzi, il discrimine non sta nel riconoscere le differenze ma nel non accettarle. Ho molti amici motociclisti, buoni amici, ma nessun cugino. Andare al lavoro in bicicletta conviene sotto tutti i punti di vista Io lavoro a 16,2 km. da casa mia ed ho deciso che avrei raggiunto il mio posto di lavoro in bicicletta. Ho attrezzato la mia bici da trekking con borse impermeabili e sono riuscito ad essere piuttosto costante. Copro il tragitto in una mezzoretta tardando di soli dieci minuti rispetto all'automobile. L'abbigliamento che indosso durante la pedalata è quello tecnico e con un pò di senso pratico e spirito di adattamento anche le operazioni di pulizia personale e cambio d'abito possono essere gestite in regime di comfort. Il bilancio di questa esperienza si chiude positivamente: chi utilizza la bicicletta per i piccoli spostamenti quotidiani si tiene in forma senza rubare tempo al lavoro ed alla famiglia, vive un minimo di avventura quotidiana, risparmia, non inquina, non fa rumore, non occupa le aree di parcheggio, non incrementa il traffico e non vi rimane imbottigliato. | ||||
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