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Città a misura di ciclista (gli 8 punti del Times)
08/02/2012 11:14:49

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Ci risiamo, un’altra bella faccia sorridente sulla quale riflettere. Lo scorso novembre Mary Bowers, giornalista di 27 anni, è stata travolta da un camion recandosi al lavoro. La campagna della prestigiosa testata giornalistica londinese per la quale lavorava, il Times, scaturisce dal triste evento che ha toccato direttamente la redazione del giornale. Al momento Mary è ancora ricoverata in ospedale stato di incoscienza.
Il Times ha pubblicato un manifesto di 8 punti chiedendo città a misura di ciclista e titolando Cosa da fare per salvare i nostri ciclisti.
  • I camion che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino
    la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

  • I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali
    per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

  • Deve essere condotto un audit nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Gran Bretagna e
    quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

  • Il 2% del budget dell’agenzia per le strade (equivalente dell’ANAS italiano) deve essere destinato alla creazione
    di piste ciclabili di nuova generazione, quindi 100 milioni di sterline all’anno per la creazione di infrastrutture
    ciclistiche. Ogni anno le città dovranno essere valutate sulla base della qualità dell’offerta ciclistica.

  • La formazione di ciclisti e autisti deve migliorare e la sicurezza dei ciclisti deve diventare
    una parte fondamentale dei test di guida.

  • 20 miglia all’ora (32 km/h) deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

  • I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo
    ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

  • Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Più di 27.000 ciclisti sono stati uccisi o seriamente feriti sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni, scrivono adesso, nel più tombale e colpevole dei silenzi, aggiungerei. L’iniziativa ha avuto eco anche in Italia, dove è stata rilanciata da decine di blogger che chiedono ai media nostrani di seguire l’esempio del Times, ovvero dar voce a chi subisce da anni sorti peggiori: i ciclisti italiani. Non lo dico io ma le statistiche. Il dato che ha scosso l’opinione pubblica inglese, negli ultimi 10 anni sono rimasti uccisi 1.257 ciclisti, in Italia drammaticamente raddoppia, parliamo di 2.556 vittime.
A mio modesto parere la lista snocciolata dagli esimi giornalisti d’oltre manica vale poco. Trovo le proposte affrettate per un verso, sicuramente stilate da gente che in bici non ci va, e troppo specifiche in quanto riguardano pedissequamente il caso della giornalista. Il fatto è che i ciclisti non rischiano solo in città e che gli incidenti bici/camion hanno un’incidenza bassissima. D’altro canto i diritti per i quali mi batto da una intera vita sono stati sollevati da un autorevole organo di stampa, e questo mi riempie di speranza.

http://www.bikeride.it/riflessioni.php?id=8483


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