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ALESSIO

Insidie della strada
23/03/2013 14:56:39

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Un viaggio in bici è un’avventura e qualche problema fa parte del gioco, l’importante è averlo previsto. Solo l’imprevisto può evolvere in disavventura. Infatti, lo scopo di questa miniguida non è quello di terrorizzarti ma, al contrario, rassicurarti sul fatto che c’è un modo per non
entrare a far parte delle tristi statistiche degli incidenti in bicicletta.

Animali
Qualche anno fa una vespa si è incastrata nelle feritoie di areazione del mio caschetto e sono riuscito a liberarmene solo dopo che mi aveva iniettato tutto il veleno che aveva in corpo.
Proteggiti dagli insetti con occhiali, visiere, e caschetti dotati di reti anti-insetto e nello scacciarli o evitarli limita al minimo manovre repentine che ti esporrebbero a rischi ulteriori.
Se temi i cani randagi procurati uno scacciacani ad ultrasuoni ma adoperalo nell’interesse tuo, del cane e degli altri utenti della strada. I migliori sono quelli direzionali, hanno la forma di una piccola pistola ed un puntatore laser per direzionare con precisione l’impulso sonoro ed avere il massimo dell’efficacia già a grandi distanze.
Ma io preferisco la soluzione pacifica: quella del cibo per gatti. Procurati una di quelle porzioni in piccole vaschette apribili a strappo, odorose, leggere ed economiche. Al bisogno ne apri una e la getti in direzione del cane. Metodo pluritestato, vedrai che risultato!
I gatti sfidano ogni legge statistica... se ne vedi uno intento ad attraversare la strada stai pur certo che partirà non appena la collisione sarà inevitabile, quindi, massima allerta. Attento anche agli uccelli, soprattutto in corrispondenza dei cavalcavia dove vengono ingannati dall’improvviso dislivello... parlo per esperienza personale.

Automobili
Prediligi le strade poco trafficate a costo di qualche chilometro in più, tieni la destra (in alcuni stati esteri la sinistra) ma lascia sempre un margine di sicurezza dal ciglio della strada, segnala per tempo i cambi di corsia e direzione, qualsiasi cosa accada evita serpeggiamenti o manovre imprevedibili, non dimenticare gli ingombri dei bagagli posteriori, barda la bicicletta e l’abbigliamento con rifrangenti ed accendi le luci non appena diminuisce la visibilità.

Batteri
I trattamenti sull’abbigliamento, ammesso che funzionino, durano pochi lavaggi. Per limitare la prolificazione batterica bisogna usare l’omino bianco o il napisan o l’amuchina. Li uso quando non posso stendere al sole (che di per se è un trattamento antibatterico).
L’importante è lavare tutto appena smontati dalla bici, quando calze, tuta e guanti sono ancora umidi, in modo che i batteri non abbiano il tempo di colonizzare i tessuti. A mano col sapone di marsiglia o in lavatrice, programma breve a 30 gradi con poco detersivo. Senza sole metto un disinfettante e centrifugo, col sole strizzo a mano e stendo.
Insomma, la regola numero uno è: mai lasciare che vestiti, caschetto e scarpe rimangano umidi a lungo, mai!

Buche
Quante volte siamo costretti a prendere delle buche? Viaggiare su un ciglio di strada ha anche questo aspetto negativo. La buca va evitata solo se non costa acrobazie eccessive, spesso è meglio prenderla, bisogna solo sapere come fare.
Quando si passa su una buca la bici va tenuta dritta e perpendicolare, mai pedalare, tirare i freni o sterzare, bisogna limitarsi a lasciar scorrere la bici. Le buche vanno affrontate in piedi sui pedali per limitare i tormenti alla meccanica ed a se stessi, frenare, sterzare e pedalare sono attività che potete svolgere prima e dopo l’impatto, mai durante!

Buio
La scarsa visibilità è la prima causa di incidente in bici. Quando piove, se c’è nebbia, se il sole è tramontato, insomma, non appena diminuisce la visibilità la parola d’ordine è essere visibili, spudoratamente.
Barda la bicicletta ed il tuo abbigliamento con rifrangenti ed accendi il sistema di illuminazione fronte retro sia a telaio che sul casco dove il messaggio luminoso non viene eclissato dagli altri veicoli.

Fulmini
Mi riesce difficile essere rassicurante, sei praticamente seduto su un parafulmini. Tieniti il più lontano possibile dalla bici, dalla segnaletica verticale, dai guard-rail, dai cartelloni pubblicitari, non ripararti sotto un albero ed aspetta che il temporale si allontani.

Gallerie
Gas combusti, rumori amplificati, sedi stradali ridotte, scarsa visibilità. Per quanto brevi o attrezzate le gallerie sono il posto peggiore in cui pedalare, durante la pianificazione del viaggio evitatele come la peste.

Inciviltà
E’ come il cancro, non c’è cura. Non cedere alle provocazioni, non perdere mai la calma, confida nella giustizia divina, tira dritto e dimentica prima possibile.

Metropoli
Che nel traffico delle grandi città i ciclisti abbiano più probabilità di essere coinvolti in incidenti lo dicono le statistiche, io aggiungo che, se una pedalata per le strade del centro città vale il rischio, l’anonima e sterminata periferia possiamo attraversarla a bordo di un mezzo pubblico. Così, le borgate mal frequentate e gli squallidi dedali industriali ci limiteremo a guardarli dal finestrino.

Pioggia
Riduce la visibilità, diminuisce l’udibilità dei mezzi che sopraggiungono, compromette l’efficienza della frenata e peggiora la tenuta di strada (soprattutto su strisce segnaletiche e pavé), quindi, sgonfia leggermente le gomme per aumentare guidabilità e superficie di contatto con il suolo e procedi con prudenza. Non farti mai sorprendere dalla pioggia. Oltre a fermarti temporaneamente potrebbe esporti a dei disagi tali da compromettere il viaggio. Gli indumenti tecnici più evoluti sono impermeabili e traspiranti ma costosi e voluminosi, in alternativa puoi proteggerti con un completo impermeabile, economico e facilmente riponibile, purchè dotato di inserti di areazione, cappuccio, cuciture stagne e applicazioni rifrangenti. Ghette o calzari e guanti in neoprene completeranno il tuo equipaggiamento anti-pioggia, delle comuni buste di plastica possono costituire anche degli ottimi calzari di emergenza. I parafanghi in policarbonato pesano quasi nulla, non fanno rumore e sono utilissimi.
Anche i bagagli, in caso di pioggia, devono essere coperti dagli appositi involucri impermeabili che si trovano in commercio, oppure, prima di riporre gli oggetti nelle borse infilali in buste di plastica.

Salite
La fatica, il traffico ed il sovraccarico le trasformano in esercizi di equilibrio durissimi.
Affrontale con rapporti agili ed a testa alta per poter localizzare ed assecondare le asperità della strada senza cambiamenti di direzione che potrebbero rivelarsi letali. I rischi aumentano sui cavalcavia e sulle salite isolate: di solito la carreggiata si restringe, tenere la destra; i mezzi pesanti tendono a non rallentare per non perdere l’abbrivio, non viaggiare appaiati; prestare attenzione ad eventuali depositi di cemento solidificato sul ciglio della strada, a lasciare in giro queste autentiche trappole per ciclisti sono le betoniere che, all’aumentare della pendenza, lasciano cadere i residui di cemento fresco rimasti sullo scivolo.

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