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ROBERTO PLATIA

Da Terni a Pescara 300 km in bike
27/11/2013 03:31:58

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Partenza da Terni con la mia amata Bicicletta e che la stessa mi ha portato per ben oltre 35000 km in Italia e anche alll’estero. In questo racconto parleró di una delle piú belle montagne Italiane, i Monti della Laga e del Gran Sasso. Questo racconto é uno dei quattro viaggi che ho fatto un pó di tempo addietro. Le partenze erano sempre da Terni e dopo mezz’ora di bicicletta iniziavano a farsi sentire le salite e le discese. Questi racconti raccontano la mia esperienza, tra paesini davvero piccoli e a volte paesini del tutto abbandonati, ne citeró uno più avanti. Intanto, lungo il tragitto non potevo non mancarmi assolutamente vedere le bellissime Cascate delle Marmore, strada facendo passavo in paesini davvero stupendi, dove ancora si sentono le tradizioni di questi luoghi montani, quasi incontaminati direi. Pedalando pedalando mi godo la vista affascinante dentro i valichi delle montagne, l’aria purissima e fresca. Intanto pensavo di raggiungere Amatrice, paesino molto conosciuto in Italia per la sua pasta alla Amatriciana. Già immagginavo cosa mi aspettava entrando in quel ristorante del centro. Dopo molte fatiche mi concedo un primo piatto, la così detta Amatriciana, non solo buonissima ma anche originale, mi concedo anche un secondo, un misto di carne e una bottiglia da un litro di Coca. Il ristorante era pieno anche di persone che arrivano da fuori per mangiare il piatto tipico. All’uscita del ristorante mi resi conto che non potevo pedalare dalla sazietá e ho approfittato di riposarmi qualche oretta nella villa del centro di Amatrice. Intanto nel tardo pomeriggio continuo a pedalare, i paesini che attraverso sono davvero tanti. In questo viaggio le Regioni che sfioro e attraverso sono l’ Umbria, Lazio e le Marche con il paesino Talvacchia e l’Abruzzo. Arrivando a Talvacchia vedo, forse l’unica abitante, una vecchietta di 90 anni con la zappa nelle mani che curava l’orto. Intanto la vecchietta vedendomi arrivare esce dal suo orto e mi viene in contro, chiedendomi cosa facessi a Talvacchia. Mi guardava molto strano, lei molto stupita, anche perché in quel gruppetto di case abbandonate erano tutte chiuse, e la signora mi raccontava che all’epoca erano tutti parenti queste famiglie. La trattengo, la lascio parlare e gli chiedo cose sul suo passato, come si fa con i nostri nonni, mi diceva che in Italia non si può campare e che era meglio prima con quelle difficoltá!! Lascio la signora, la vedo che riprende il suo lavoro nell’orto, e io mi godo la vista dall’alto del lago artificiale in mezzo alle montagne, il Lago di Talvacchia. Il prossimo paesino e Valle Castellana, con i suoi cinquecento abitanti. Nel primo bar del paese mi fermo per bere qualcosa di fresco, mangiare qualcosina e subito proseguire. Pochi passi più in lá in un altro bar una comitiva di anziani ultra sessantenni mi chiamano, forse non avevano visto mai un cicloviaggiatore. Intanto mi volevano offrire la birra, e io dissi di no, mi diedero una sedia per sedermi e raccontargli cosa facessi da quelle parti e dove fossi diretto. Dopo il caffè e una bella chiacchierata mi convinsero a bere birra con loro, io titubante, perche loro bevevano parecchio. Mi ascoltai i loro discorsi sulla caccia, funghi, cinghiali e nel frattempo mi consigliarono di mangiare le fettuccine ai funghi porcini. Erano le due di pomeriggio e rimasi con loro fino alle cinque. Mi ero affezionato a loro ma li dovevo salutare per giungere Rocca Santa Maria prima di sera. Arrivato nel Paesino mi mangio le fettuccine consigliate dagli amici anziani. Ho fatto tanta fatica per arrivare a Rocca Santa Maria, infatti ha una altitudine che si aggira sui 1100 metri. Da li si ammirano le bellissime montagne del Gran Sasso una vista sorprendende. Il giorno seguente visito Serra un Paese Fantasma, con case distrutte e case ancora intatte. Mi ha fatto un poco tristezza vedere i cambiamenti, la gente che man mano abbandona i paesini per andare nelle cittá. Riparto, questa volta mi aspetta una discesa lunga 35 km fino ad arrivare a Teramo e la percorro in 25 minuti senza pedalare, una discesa davvero meritata!!! Non può mancare una sosta anche a Roseto degli Abruzzi per godermi un pò di sole e concedermi un bagno in un bel mare. Arrivo a Pescara e prendo il treno per ritornare a Roma. Fine di questo racconto cicloturistico....km macinati 300. Roberto Platia

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