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Orientamento e venti | ||||
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"Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare" (Seneca)Un viaggio in bicicletta comincia sulla carta: pianificate il percorso, le soste ed i tempi annotando tutto sul diario di bordo. L'individuazione del percorso è una fase importante del viaggio che preferisco non demandare ad altri. Internet offre strumenti eccellenti per la pianificazione dei percorsi. Di solito individuo le tappe (max 200km.) su www.viamichelin.it utilizzando il calcolo dell'itinerario con l'opzione bici. Poi verifico le singole tappe su maps.google.it che in modalità satellite permette di individuare visivamente eventuali insidie ed altre utili info. Infine, visualizzo l'altimetria su bikeroutetoaster, basta tracciare il percorso sulla mappa per individuare dislivelli e scollinamenti, ed è possibile esportare i dati in un file per gps o google earth. Una volta partiti annotate le condizioni climatiche, i dati del ciclo-computer, i fatti salienti, i recapiti delle persone che avete conosciuto, i nomi dei monumenti e delle piazze che avete ammirato, quello che avete mangiato e bevuto, i modi di dire e le leggende del luogo, gli stati d'animo, eventuali disagi o malattie, le ore di sonno. Non trascurate il corredo fotografico o non vi resterà che pentirvene e, quando potete, speditevi una cartolina, sarà piacevole trovarla rientrando a casa. Ogni traccia delle vostre imprese ciclistiche si rivelerà nel tempo un documento prezioso. A fondo pagina il calcolatore/convertitore di velocità media. "Sono sbalordito dalla gente che vuole conoscere l'universo, quando è già abbastanza difficile non perdersi nel quartiere cinese" (Woody Allen) Se preferite utilizzare il GPS buon per voi, io trovo che rubi un po' di sana avventura al viaggio e, comunque, quando vi ritroverete con le pile scariche un minimo di orienting vi servirà. Etimologicamente la parola "orientamento" deriva, come è semplice dedurre, dal termine "oriente", gli antichi romani avevano come riferimento l'est e non il nord. Infatti, non conoscendo la bussola (che individua il nord) si riferivano al levar del sole (che sorge ad est). Una cartina dettagliata (non conta la scala ma il numero e la precisione dei punti di riferimento), una buona bussola e una certa pianificazione del percorso sono i presupposti migliori per intraprendere un viaggio tranquillo e senza troppe fermate (chiedere informazioni, soprattutto in posti dove non si parla la propria lingua, non è semplicissimo).
Ma se la bussola non c'è? Per trovare i punti cardinali senza bussola, il modo più semplice consiste nell'osservare il movimento del sole durante la giornata. Il sole nasce a est e tramonta a ovest: a mezzogiorno indica orientativamente il sud (alle 13 durante l'ora legale, cioè in primavera ed estate). E durante il resto della giornata? Datevi un'occhiata in giro e se trovate del muschio sappiate che cresce solo su superfici esposte a nord. E se non c'è il muschio? Basta avere un orologio analogico e procedere come segue: si divida per 2 l'ora che si ha al momento della misurazione e si individui sul quadrante dell'orologio il raggio che passa per questa ora dimezzata (ad esempio, se l'orologio segna le 10h10m si prenda il raggio delle 5h5m, oppure, se segna le 17h si prenda quello delle 7h30m, oppure, se segna le 13h10m quello che sulla scala delle ore rappresenta le 6h35m). Poi, tenendo il quadrante orizzontale, lo si ruoti sino a che l'ora dimezzata precedentemente calcolata punti in direzione del sole, o meglio, verso il punto dell'orizzonte in cui si proietta verticalmente il sole. In questa posizione, l'ora 12 del quadrante indica il punto cardinale NORD approssimativo. Per ulteriori chiarimenti riferirsi alla figura esemplificativa sottostante. Infine, per evitare errori grossolani, sarà bene ricordare che in primavera e in estate, quando e' in vigore l'ora legale, il NORD è indicato dalle ore 11. E se il sole è tramontato? Per orientarsi di notte occorre individuare la stella Polare che è l'ultima del timone della costellazione del Carro Minore, non è molto luminosa ma si trova abbastanza facilmente perché le stelle che la circondano lo sono ancora meno. Se tuttavia non dovessi riconoscerla (e le prime volte è un po' difficile) può aiutarti la luminosissima costellazione del Carro Maggiore, come mostrato nella foto.
I venti Dal punto di vista di un cicloturista i venti sono sicuramente la variabile meteo più interessante. La rosa dei venti, che ne è la rappresentazione grafica, a prima vista può sembrare ostica da memorizzare ed illogica, non è così. Nel bacino mediterraneo, infatti, per convenzione la rosa deve essere centrata sull'isola di Zante (la Zacinto del Foscolo per intenderci), sita vicino alla costa greca che si affaccia sul Mar Jonio. Proviamo a ricollocare la rosa dei venti per ristabilire l'ordine delle cose: Nord-Ovest - da Roma "caput mundi" proviene il Maestrale "maestro dei venti"; Nord - dalle catene montuose europee arriva la Tramontana; Nord-Est - dalla Grecia proviene il Grecale; Sud-Est - dalla Siria proviene lo Scirocco; Sud-Ovest - dalla Libia proviene il Libeccio. Improvvisamente la rosa dei venti è diventata leggibile e facilmente memorizzabile, vero? Proviamo ad individuare le caratteristiche più importanti dei nostri compagni di viaggio: Tramontana E' il vento del nord che proviene dalle regioni polari, e' freddo e umido in Germania mentre e' freddissimo e secco nelle regioni italiane. E' un vento che spira a raffiche; di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e visibilita' ottima. Assume nomi vari (Aquilone, Buriana, etc.) secondo le regioni di provenienza e delle leggere variazioni di direzione. Il piu' noto e' la Bora che soffia da ENE, specie nei mesi invernali sul golfo di Trieste e sul Quarnaro, e la cui azione e' pero' sentita su tutto l'Adriatico. Grecale (o Greco) Vento da Nord-Est con leggere variazioni di provenienza; e' un tipico vento invernale; e' freddo e asciutto e deve il suo nome al fatto che gli antichi navigatori del Mediterraneo centrale ritenevano che provenisse dalla Grecia.Porta tempo buono e cielo sereno. Come la tramontana anche il grecale spira a raffiche. Levante Vento fresco che spira da est, di debole intensita'; nel Tirreno di solito preannuncia l'arrivo delle perturbazioni da Scirocco. E' un tipico vento invernale che nel Mediterraneo e' accompagnato da pioggia e tempesta. Scirocco E' il vento di sud-est, proviene dal deserto del Sahara e in origine e' secco e infuocato; attraversando il Mediterraneo, pero', si carica d'umidità e nelle regioni settentrionali italiane spira come un vento caldo umido apportatore di piogge e nebbie. Porta di solito tempo nuvoloso al nord, mare mosso, visibilita' scarsa e puo' durare molto a lungo.
Ostro o Mezzogiorno o Austro Vento meridionale d'effetto debolissimo. La sua azione e' scarsamente sentita nei mari italiani. E' apportatore di piogge e tempeste; deriva il suo nome da auster che era il nome latino del vento che gli stessi romani chiamavano anche nothus. Libeccio (o Garbin) E' il vento di sud-ovest che i Romani chiamavano africo o ponente iemale; spira dalla Libia e venne cosi' chiamato all'epoca delle Repubbliche marinare. E' generalmente vento di tempesta. Vento di caratteristiche particolari perche', pur essendo un vento di mare, ha poche caratteristiche di tali venti. Generalmente nasce molto velocemente, sviluppandosi fino a raggiungere una potenza eccezionale, per poi calmarsi con la stessa rapidita' con cui e' nato. E' il vento che segue le perturbazioni per cui cessato il suo effetto, di solito si ha un innalzamento della pressione con conseguente arrivo di tempo buono e cielo sereno. Ponente (o Espero) E' il vento che, come dice il nome, spira da Ovest; e' un vento tipico che spira nel periodo estivo sulle coste laziali ed e' originato dal diverso riscaldamento della terra e del mare. Esso penetra nella terraferma fino a Roma determinando una gradevole frescura; a Roma viene chiamato ponentino. Gli antichi Romani lo chiamavano favonio o zefiro. Vento estivo, fresco e pomeridiano, la sua influenza e' sentita sul Tirreno e sull'Adriatico centro-meridionale. Maestrale (o Maestro) E' il vento di nord-ovest che i Romani chiamavano chorus o circius; insieme al Libeccio e' tipico del Mediterraneo centrale, spira ad una velocita' che puo' superare i 120 km orari; e' asciutto ed e' un vento di burrasca soprattutto sulla Sardegna e sulla Corsica. E' il vento piu' impetuoso e annuncia l'inverno. E' un vento di caratteristiche simili alla tramontana, solo di forza piu' elevata, da cui il nome maestro dei venti. Porta tempo freddo, asciutto e sereno. Interessa durante i mesi invernali, principalmente l'alto Tirreno ed il mar Ligure, giungendovi dalle vallate del Rodano e golfo del Leone. | ||||
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