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ALESSIO

Nebrodi
23/03/2013 16:33:25

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Tour dei laghi
Dislivello: mt. 685
Lunghezza: km. 60
Tempo: h. 4/5

Periodo consigliato
Da MARZO ad OTTOBRE

Caratteristiche
Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico. Il percorso si snoda al 90% su
sterrato il 10% su strada asfaltata. Non è necessario avere grandi scorte idriche, poiché ci si può rifornire a Floresta e a Maniace presso il Castello Nelson.

Riferimenti Altimetrici
Randazzo mt. 756
Poggio Rotondo mt. 1250
Fiume Alcantara mt. 1000
Foresta mt. 1275
Lago Pisciotto mt. 1250
Lago Tre Arie mt. 1435
Castello Nelson mt. 700

Punto d’appoggio
Ai Tre Parchi bed and breakfast and bike
Telefono 095 799 16 31
Matteo 329 89 70 901
web: www.aitreparchibb.it
mail: info@aitreparchibb.it

Il Parco dei Nebrodi
E’ uno dei più bei parchi della Sicilia orientale, tra laghi, sorgenti di fiumi, antichi ruderi, boschi, animali selvatici ed animali allo stato brado. Alla scoperta di luoghi incantati, tra natura e cultura, in mezzo a paesaggi naturali ed incontaminati, preservati dall’ente Parco dei Nebrodi.

Il percorso
Si parte da Randazzo, bellissima città medievale della Sicilia orientale. Quasi subito si entra a contatto con la natura, perché dopo poche centinaia di metri ci si addentra nella riserva naturale del parco dei Nebrodi. Qui, si va subito in salita dove, volgendo lo sguardo sinistra, si scorge il letto del fiume Alcantara, mentre dietro le spalle si vede nella sua maestosità l’onnipresente vulcano, l’Etna.
Si continua sempre in salita fino a circa quota 1250 in prossimità di Monte Rotondo, da questo punto si comincia ad entrare nei fitti boschi dei Nebrodi, dopo un chilometro circa da Monte Rotondo, buttandosi in picchiata, fino a contrada San Giacomo. Da qui, la strada procede in prossimità del camminamento dell’Alcantara, costeggiando la riva del fiume.
Dopo aver attraversato il fiume attraverso un ponticello, si va a destra in direzione Floresta. A questo punto la presenza di un accompagnatore esperto dei luoghi, è importante, poiché si può arrivare fino a trovare il punto esatto della nascita del fiume Alcantara e pure gli affascinanti resti dell’antico monastero di San Giacomo, nonché le omonime sorgenti.
Continuando oltre, si arriverà a Floresta , comune più alto della Sicilia, dove si potrà fare una prima sosta per degustare i prodotti tipici locali, a base di provole, ricotta infornata, salame di suino nero dei Nebrodi, pane casereccio e vino rosso.
Dopo il gradevole ristoro, da Floresta si andrà in direzione Tortorici e dopo un paio di chilometri, svoltando a sinistra, si andrà a rientrare nelle piste sterrate del parco e quindi, al primo lago del nostro itinerario il lago Pisciotto, ricco di fauna selvatica ed acquatica di vario genere. Dal lago sarà possibile arrivare al punto di nascita di un altro importante fiume siciliano, il Simeto e dalle sorgenti del Simeto, si va in direzione del Lago Tre Arie, bellissimo invaso naturale meta invernale di tante specie di uccelli migratori. All’indicazione Case San Paolo si svolta a destra, fino al grazioso laghetto Poco distante del lago Tre Arie, passa la dorsale dei Nebrodi e tramite questa si arriva facilmente al lago Cartolari, dove con un po’ di fortuna si potrà ammirare qualche bellissimo esemplare di aquila reale, di gatto selvatico e sicuramente gli splendidi cavalli neri SanFratellani. Dal lago Cartolari si va in discesa verso valle e il paesaggio si fa bellissimo. E’ un insieme di querce, abeti, pini, pioppi, aceri e peri selvatici.
San Paolo e poi alle Case San Paolo, di proprietà della forestale. Da qui si ricomincia ad ammirare l’Etna, con tutto attorno i suoi piccoli monti (di origine vulcanica) , i monti Spagnoli, Maletto ed il monte Egitto. Dopo il guado di diversi ruscelletti e rigagnoli d’acqua, si arriva al torrente Della Saracena (un affluente del Simeto), al rifugio Chiusitta ed all’area attrezzata di Margio Salice, nel demanio delle Caronie. Continuando a scendere, sulla destra, si vedrà la Segheria, un grosso deposito legnami di proprietà demaniale. Finita la discesa, si entra nell’abitato di Maniace ed al primo bivio si svolta a destra, prendendo la strada che porta alla Ducea di Nelson (antico monastero, donato da Ferdinando I di Borbone, nel 1799, all’Ammiraglio Horatio Nelson, il quale gli aveva salvato la vita ed il trono). Qui è d’obbligo un visita al castello. Uscendo dalla Ducea di Nelson si va fino al alla ss120 e si gira a sinistra in direzione Randazzo, da qui rimangono gli ultimi 15 chilometri da fare, tutti su asfalto.

http://www.bikeride.it/itinerari.php?id=9004


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ALESSIO

Vulcano Etna
23/03/2013 16:17:20

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Tour delle Grotte
Dislivello: mt. 1100
Lunghezza: km. 50
Tempo: h. 4/5

Periodo consigliato
Da MARZO ad NOVEMBRE

Caratteristiche
Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico e qualche tratto da fare a piedi.
Il percorso si snoda per il 70% su sterrato ed il 30% su strada asfaltata (ciclabilità 95%).
Si raccomanda di portare appresso sufficienti scorte idriche, causa mancanza di sorgive d’acqua potabile.

Punto d’appoggio
Ai Tre Parchi bed and breakfast and bike
Telefono 095 799 16 31
Matteo 329 89 70 901
web: www.aitreparchibb.it
mail: info@aitreparchibb.it

Il Parco dell’Etna
Un affascinante riserva, sul vulcano attivo più alto d’Europa, tra gli ambienti lunari creati dalle colate laviche, dentro gli affascinanti ingrottamenti lavici e popolato dai magnifici boschi dentro un ecosistema unico, naturale, vario e meraviglioso.

Il percorso
Si parte da Randazzo, bellissima città medievale della Sicilia orientale, la direzione da prendere quella che porta alla strada provinciale Bocca D’Orzo, dopo circa due chilometri, si svolta a destra e si procederà in salita sino al bivio di Quota Mille (incrocio della Panoramica Dell’Etna Nord). Subito dopo questo incrocio, si svolta a destra entrando nel territorio della zona A del Parco dell’Etna. La strada va sempre in salita e dopo circa 4 km si svolterà a destra per il rifugio delle Case Pirao (1050 mslm). Il panorama comincia a farsi interessante, infatti, si spazia, dalla vista dei monti Nebrodi sino alla bellissima Valle dell’Alcantara, con tutti i suoi paesini arroccati sulle sporgenze dei monti circostanti. Dal rifugio delle Case Pirao si continua a salire per andare in direzione della faggeta di Monte Spagnolo (1400 mslm). Nelle vicinanze si trova la prima grotta del nostro Tour, la Grotta delle Palombelle. Questa, veniva usata nei tempi antichi come rifugio alle intemperie, da pastori, carbonai e da tutti coloro che per motivi vari si trovavano a percorrere quei sentieri. L’esatta posizione di questa grotta non è facile da individuare, perciò è consigliata la presenza di una guida esperta del luogo.
Dopo la visita alla grotta delle Palombelle, si va in direzione del percorso che attraversa la colata lavica del 1981. Il sentiero in questo tratto del percorso è tracciato, sulle colate laviche dell’eruzione vulcanica avvenuta nel 1981. Questo tratto è particolarmente impegnativo, perché è sassoso e molto sabbioso, le fatiche e gli inconvenienti creati dalla scomodità di questo tratto, sono ricompensate dall’affascinante spettacolarità dell’ambiente circostante, data dall’aspetto lunare dei luoghi e dalle piccole bocche eruttive (a bottoniera) ancora fumanti. Uscendo dal percorso lavico si va a destra, inserendosi sulla Pista Altomontana, in direzione del Monte Santa Maria (1600 mslm). Presso il Monte Santa Maria si trova il rifugio omonimo, qui si può fare una prima per riprendersi delle fatiche sostenute.
Riprendendo il percorso sulla Pista Altomontani si giungerà al Passo Dammusi, dove si ammirerà lo spettacolare panorama offerto dalle antiche colate laviche del 1614. Superato il Passo Dammusi, si arriva all’incrocio del Bivio Timpa Rossa (1750 mslm), da qui, si svolterà a destra proseguendo a piedi e con le bici in spalla, camminando sulle Sciare delle colate laviche per qualche centinaio di metri, sino a trovare l’ingresso della affascinante Grotta dei Lamponi. Lasciate in questo punto le bici, la visita interna della grotta è d’obbligo, poiché è possibile percorrere tutto l’interno dell’ingrottamento lavico, sino a sbucare, dopo qualche centinaio di metri, nel tunnel di uscita. Dopo la Grotta dei Lamponi si va a scendere in direzione Rifugi Brunek e Ragabo, verso la grotta delle Femmine e alla più grande e nota Grotta delle Palombe. Dopo aver visitato la grotta delle Palombe ed il rifugio omonimo, si riprende il tracciato che sino ai Rifugi Brunek e Ragabo. La seconda sosta si potrà qui, dove ci si potrà rifare scorta di acqua o prendere un caffè, in uno dei bar dei due rifugi.
Accanto al rifugio Ragabo si può ammirare il panorama suggestivo e spettacolare dato dalla visione imponente della parte sommitale dell’Etna. Effettuata la sosta si riprende il Tour, scendendo per la Mareneve di Linguaglossa fino all’incrocio di Sciaramanica, dove si girerà a sinistra. Da qui, dopo un di paio di chilometri di salita, si arriva in quota e la parte finale dell’itinerario diventa molto agevole. Il percorso, dai rifugi Ragabo e Brunek in poi, sarà tutto asfaltato fino al rientro a Randazzo. Questi tratti del percorso sono affascinanti, poiché da parecchi punti, si può notare nel panorama delle valli sottostanti, il contrasto cromatici ed i vari cambiamenti morfologici creati dall’avanzare delle varie e tante colate laviche che l’Etna ha emesso nel corso degli anni.

http://www.bikeride.it/itinerari.php?id=9003


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ALESSIO

Promontorio del Gargano
23/03/2013 16:05:52

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Foresta Umbra in MTB
Dislivello: mt. 680
Lunghezza: km. 35,5
Difficoltà: media
Tempo: h. 3

Caratteristiche
Percorso segnato su piste forestali e larghi sentieri percorribili in ogni stagione.

Carte
IGM 1:50.000 n. 383 Sannicandro Garganico e n. 384 Vico del Gargano, reperibili in loco.

Riferimenti Altimetrici
Caserma di Caritate mt. 272
Caserma Sfilzi mt. 660
Stazione Forestale mt. 814
Torre Palermo mt. 809
Ginestra Superiore mt. 687
Ginestra Inferiore mt. 427
Caserma di Caritate mt. 272

La Foresta Umbra
Può essere considerata il cuore del Parco Nazionale del Gargano visto che qui sono stati compiuti i primi esperimenti protezionistici dal Corpo Forestale dello Stato (ex ASFD) a partire dal 1886. Accanto alle finalità protettive il Corpo Forestale ha voluto potenziare anche le finalità ricreative e, molto importanti, quelle educative e didattiche organizzando e tenendo in particolare considerazione le visite studentesche. E’ stata però anche predisposta una rete di sentieri per tutti che attraversano l’area forestale. Ed infatti l’itinerario proposto sfrutta ben quattro di questi percorsi riunendoli a creare un anello che offra uno spaccato completo del grande complesso forestale.

Il percorso
Partendo in auto da Vieste, importante centro turistico del Gargano, ci si dirige verso Peschici percorrendo la statale n. 89. Dopo circa 9 km si svolta a sinistra in direzione Foresta Umbra. Pochi chilometri sono sufficienti per arrivare al punto dove, a sinistra, un cartello indica il sentiero per Ginestra, parcheggiare l’auto. Una volta in bici si trascurano le indicazioni per Ginestra e si percorrono alcune decine di metri di asfalto arrivando alla strada sterrata che, a destra, sale alla Caserma di Caritate. Sfiorata la caserma si sale nel bosco e subito si arriva ad un bivio. Si va a destra, sulla via più evidente, e si continua sempre sull’ampia e fresca pista forestale che, con alcuni faticosi tornanti, prende quota giungendo alla Fontana Sfilzi. Quindi, risalendo la strada fra enormi esemplari di faggio, si arriva alla strada asfaltata principale, a poche centinaia di metri dalla Caserma Sfilzi. Sull’asfalto si va a sinistra, percorrendo un primo tratto in salita e poi pedalando in piano fino a giungere al centro visite della Foresta Umbra. All’incrocio si va a sinistra e dopo 1,3 km si lascia la strada per prendere la via a destra con indicazioni per Torre Palermo. La stradina, asfaltata, va seguita per circa 5,2 km, fino arrivare nei pressi di Torre Palermo. Lungo questo tratto vanno trascurati sentieri segnalati e piste sterrate laterali imboccando a sinistra, poco prima di Torre Palermo, il sentiero n. 6 per Ginestra. La strada sterrata scende subito nel bosco e perde quota dolcemente fino ad un importante bivio.
Andando a destra si raggiunge la Caserma Ginestra Superiore, collocata su un dosso panoramico.
Andando a sinistra si continua invece a scendere arrivando subito alla Piscina della Ginestra.
Da qui la strada sterrata diviene sentiero che si fa largo nell’intrico della vegetazione mentre i segnavia gialli si fanno meno frequenti. Bisogna comunque seguire sempre il tracciato principale fino a che, 10 minuti dopo la Piscina, si arriva ad un bivio. Lasciando la traccia principale si va a sinistra e così facendo si scende nel bosco arrivando alla Caserma Ginestra Inferiore.
Da qui non esistono più problemi di orientamento visto che alla Caserma arriva una bella pista sterrata tutta in discesa che taglia il bosco e, nel suo tratto finale, attraversa una bellissima cerreta ad alto fusto. La lunga e tranquilla strada sterrata termina laddove si era lasciata l’auto.

http://www.bikeride.it/itinerari.php?id=9002


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