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Etna (Sicilia) | ||||
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Vulcano Etna Tour delle Grotte Dislivello: mt. 1100 Lunghezza: km. 50 Tempo: h. 4/5 Periodo consigliato: da marzo ad novembre. Caratteristiche Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico e qualche tratto da fare a piedi. Il percorso si snoda per il 70% su sterrato ed il 30% su strada asfaltata (ciclabilità 95%). Si raccomanda di portare appresso sufficienti scorte idriche, causa mancanza di sorgive d'acqua potabile. Punto d'appoggio Ai Tre Parchi bed and breakfast and bike tel. 095 799 16 31 Matteo 329 89 70 901 web: www.aitreparchibb.it mail: info@aitreparchibb.it Il Parco dell'Etna Un affascinante riserva, sul vulcano attivo più alto d'Europa, tra gli ambienti lunari creati dalle colate laviche, dentro gli affascinanti ingrottamenti lavici e popolato dai magnifici boschi dentro un ecosistema unico, naturale, vario e meraviglioso. Il percorso Si parte da Randazzo, bellissima città medievale della Sicilia orientale, la direzione da prendere quella che porta alla strada provinciale Bocca D'Orzo, dopo circa due chilometri, si svolta a destra e si procederà in salita sino al bivio di Quota Mille (incrocio della Panoramica Dell'Etna Nord). Subito dopo questo incrocio, si svolta a destra entrando nel territorio della zona A del Parco dell'Etna. La strada va sempre in salita e dopo circa 4 km si svolterà a destra per il rifugio delle Case Pirao (1050 mslm). Il panorama comincia a farsi interessante, infatti, si spazia, dalla vista dei monti Nebrodi sino alla bellissima Valle dell'Alcantara, con tutti i suoi paesini arroccati sulle sporgenze dei monti circostanti. Dal rifugio delle Case Pirao si continua a salire per andare in direzione della faggeta di Monte Spagnolo (1400 mslm). Nelle vicinanze si trova la prima grotta del nostro Tour, la Grotta delle Palombelle. Questa, veniva usata nei tempi antichi come rifugio alle intemperie, da pastori, carbonai e da tutti coloro che per motivi vari si trovavano a percorrere quei sentieri. L'esatta posizione di questa grotta non è facile da individuare, perciò è consigliata la presenza di una guida esperta del luogo.
Dopo la visita alla grotta delle Palombelle, si va in direzione del percorso che attraversa la colata
lavica del 1981. Il sentiero in questo tratto del percorso è tracciato, sulle colate laviche
dell'eruzione vulcanica avvenuta nel 1981. Questo tratto è particolarmente impegnativo, perché è sassoso
e molto sabbioso, le fatiche e gli inconvenienti creati dalla scomodità di questo tratto, sono ricompensate
dall'affascinante spettacolarità dell'ambiente circostante, data dall'aspetto lunare dei luoghi e dalle
piccole bocche eruttive (a bottoniera) ancora fumanti. Uscendo dal percorso lavico si va a destra,
inserendosi sulla Pista Altomontana, in direzione del Monte Santa Maria (1600 mslm). Presso il Monte
Santa Maria si trova il rifugio omonimo, qui si può fare una prima per riprendersi delle fatiche sostenute.
Riprendendo il percorso sulla Pista Altomontani si giungerà al Passo Dammusi, dove si ammirerà lo spettacolare
panorama offerto dalle antiche colate laviche del 1614. Superato il Passo Dammusi, si arriva all'incrocio del
Bivio Timpa Rossa (1750 mslm), da qui, si svolterà a destra proseguendo a piedi e con le bici in spalla,
camminando sulle Sciare delle colate laviche per qualche centinaio di metri, sino a trovare l'ingresso della
affascinante Grotta dei Lamponi. Lasciate in questo punto le bici, la visita interna della grotta è d'obbligo,
poiché è possibile percorrere tutto l'interno dell'ingrottamento lavico, sino a sbucare, dopo qualche centinaio
di metri, nel tunnel di uscita. Dopo la Grotta dei Lamponi si va a scendere in direzione Rifugi Brunek e Ragabo,
verso la grotta delle Femmine e alla più grande e nota Grotta delle Palombe. Dopo aver visitato la grotta delle
Palombe ed il rifugio omonimo, si riprende il tracciato che sino ai Rifugi Brunek e Ragabo. La seconda sosta
si potrà qui, dove ci si potrà rifare scorta di acqua o prendere un caffè, in uno dei bar dei due rifugi.
Accanto al rifugio Ragabo si può ammirare il panorama suggestivo e spettacolare dato dalla visione imponente
della parte sommitale dell'Etna. Effettuata la sosta si riprende il Tour, scendendo per la Mareneve di
Linguaglossa fino all'incrocio di Sciaramanica, dove si girerà a sinistra. Da qui, dopo un di paio di chilometri
di salita, si arriva in quota e la parte finale dell'itinerario diventa molto agevole. Il percorso, dai rifugi
Ragabo e Brunek in poi, sarà tutto asfaltato fino al rientro a Randazzo. Questi tratti del percorso sono
affascinanti, poiché da parecchi punti, si può notare nel panorama delle valli sottostanti, il contrasto
cromatici ed i vari cambiamenti morfologici creati dall'avanzare delle varie e tante colate laviche che l'Etna
ha emesso nel corso degli anni.
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