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ALESSIO

Espatrio
23/03/2013 15:22:10

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Partire in bici è mollare tutto, casa, abitudini, ritmi, persone, è naturale che subentri un senso di angoscia, una specie di vuoto allo stomaco, una vertigine che si chiama avventura. Vivere un’avventura significa rinunciare alle proprie certezze, ma sono sufficenti poche pedalate per trovarne di nuove e dare la giusta dimensione alle vecchie. Il fascino esotico di una lingua sconosciuta e di usi e costumi diversi esercita una grande attrattiva ed allo stesso tempo nasconde delle insidie.
La prima cosa da fare quando si espatria è prendere nota delle rappresentanze diplomatiche italiane nei paesi che intendete visitare consultando la lista del Ministero degli Esteri.
Se intendete viaggiare in Europa la fonte di riferimento è il portale Europa.eu.
Di seguito proverò a riassumere le informazioni salienti.

Dove non è richiesto il documento di espatrio
A chi viaggia in Europa non sono richiesti documenti alla frontiera all’interno dell’area di libera circolazione costituita dai nove Paesi aderenti al trattato di Schengen del 1992: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna. Oltre che tra i Paesi UE indicati, i documenti di identità non sono richiesti al passaggio di frontiera fra l’Italia e San Marino, l’Italia e lo Stato del Vaticano, la Francia e il Liechtenstein, la Spagna e Andorra, fra i Paesi Scandinavi.
Il viaggiatore deve comunque essere munito di documento d’identità da esibire al check-in dell’aeroporto o in albergo. Se siete in un paese che aderisce al trattato di Schengen e volete effettuare delle escursioni anche brevi in paesi confinanti che non aderiscono al trattato, avrete bisogno di Carta d’identità o Passaporto (es. vi trovate in Austria e volete andare in Slovenia).

Dove è sufficiente la carta d’identità
La carta d’identità consente ai cittadini italiani di recarsi in tutti i Paesi UE più Andorra, Liechtenstein, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Svizzera e Turchia (per questo paese è necessario però esibire oltre alla carta di identità un visto). Perché il documento sia valido non deve essere scaduto (la validità del documento è di 5 anni) e che non rechi la scritta ’non valida per l’espatrio’.

Dove è richiesto il passaporto
Il passaporto è ammesso in tutti i Paesi i cui governi sono riconosciuti da quello italiano e viene rilasciato dalla questura di residenza ed è valido 5 anni, rinnovabile per altri 5, dopo dovrà essere rifatto ex novo. Per tutta la documentazione e le procedure di rilascio dovrete contattare l’ufficio passaporti della questura di residenza o consultate la sezione passaporti di poliziadistato.it.
Dati gli elevati costi per chi non lo utilizza abitualmente, è anche possibile, per chi viaggia in gruppo, richiedere almeno un mese prima della data di utilizzo un passaporto collettivo, per un minimo di cinque e un massimo di cinquanta persone che viaggiano insieme. Viene intestato al capogruppo ed emesso in tante copie quante sono le frontiere da attraversare. I componenti del gruppo devono essere comunque in possesso della carta d’identità. Prima di intraprendere un viaggio verificate che il vostro passaporto abbia almeno 6 mesi di validità residua dalla data prevista di partenza (molti Paesi con o senza visto, richiedono che la validità del passaporto sia almeno 6 mesi). Controllate che la marca da bollo sul passaporto sia valida per il periodo in cui volete effettuare il viaggio, altrimenti munitevi della stessa prima di partire (la marca da bollo scade con la scadenza del passaporto, quindi se il vostro passaporto scade domani, e voi avete applicato ed annullato la marca da bollo oggi, per partire domani, ve ne sarà richiesta una nuova). Firmate sempre il passaporto, la mancanza della firma potrebbe causarvi problemi per la richiesta di visti.
Per entrare in determinati Paesi occorre il visto d’ingresso, informazioni presso i Consolati stranieri in Italia.
Controllate che il passaporto abbia delle pagine libere ove poter apporre il visto nel caso che il viaggio che volete intraprendere richieda anche questo, nel caso non ne aveste più a disposizione dovrete richiedere un nuovo passaporto.

Copertura sanitaria e assicurazione
Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce a chi si reca all’estero per motivi diversi dal lavoro (vacanze, motivi di famiglia etc.) un’assistenza gratuita in 14 Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia) e in 3 Paesi dello Spazio Economico Europeo - S.E.E. (Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Il cittadino interessato ad usufruire dell’assistenza sanitaria, prima della partenza, deve recarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di appartenenza muniti di codice regionale e documento di riconoscimento per richiedere il rilascio del Modello E 111. Il modulo viene rilasciato a tutti i cittadini italiani e comunitari residenti in Italia, per un periodo massimo di 6 mesi, prorogabile; le norme comunitarie vigenti escludono i cittadini extracomunitari, salvo che non siano familiari a carico di un lavoratore italiano o comunitario. Il modulo è valido per prestazioni sanitarie urgenti o impreviste.
Pertanto, se lo scopo del viaggio all’estero è quello di ricevere delle cure specifiche, il formulario E 111 non copre questo tipo di prestazioni e le spese restano a carico dell’interessato. E’ necessario munirsi di tanti modelli quanti sono i Paesi in cui si prevede soggiornare. Le cure sanitarie vengono erogate, generalmente, in forma diretta, in base alle regole dello Stato di temporaneo soggiorno, cioè agli stessi livelli riconosciuti ai residenti. Si può richiedere invece alla propria ASL il rimborso delle spese sanitarie sostenute in proprio qualora, per una qualsiasi ragione, non sia stato possibile utilizzare il modello E 111; questa possibilità, derivata da una speciale norma comunitaria, prevede, sempre per i casi urgenti, il diritto al rimborso in base alle tariffe dello Stato membro di soggiorno temporaneo.
Ovviamente, ai fini del rimborso, è necessario presentare le ricevute di pagamento e la documentazione sanitaria di supporto. Sia le regole comunitarie che quelle statali non contemplano la copertura delle spese per il trasferimento dell’infermo da una località estera all’Italia. Diversa la situazione per quanto riguarda gli Stati extra-europei. Se con alcuni Paesi non vige nessuna convenzione in merito alla copertura sanitaria, con altri l’Italia ha sottoscritto specifici accordi bilaterali: Argentina, Australia, Brasile, Capoverde, San Marino, Ex Jugoslavia (Croazia, Slovenia, Macedonia, Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, Tunisia.
Anche per gli Stati convenzionati le norme non contemplano la copertura delle spese per il trasferimento dell’infermo da una località estera all’Italia. La possibilità di usufruire di assistenza sanitaria varia a seconda del Paese convenzionato e degli accordi vigenti. In allegatosi riporta l’elenco degli Stati convenzionati con l’indicazione dei relativi moduli e categorie dei beneficiari. Per quanto riguarda gli altri Stati non esiste copertura sanitaria garantita, quindi prima di intraprendere un viaggio all’estero, è bene per l’interessato tutelarsi contro eventi sanitari imprevisti, con una polizza assicurativa privata.
Queste polizze vi garantiscono un assistenza 24 ore su 24, con personale altamente specializzato, che sarà in grado di mettervi a disposizione qualsiasi cosa di cui doveste aver bisogno (ricovero, ambulanza, rimpatrio con aereo ambulanza, assistenza medica specialistica, invio di medicinali urgenti che non reperite in loco, interprete, anticipo di contante, ecc.). Per avere un’idea dei costi e dei servizi offerti fate un preventivo on-line da EuropAssistance o da MondialAssistance.

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