BikeRide.it
bloghomepoesieraccontiriflessioni
Commenta il Post
27/03/2013
Ho imparato
Post di ALESSIOGestione
alessio.ditommaso@gmail.com




Ti ho incontrato dietro una porta, sotto forma di urlo, e non ti ho riconosciuto, non subito.
Urla cacciate fuori in apnea, con il ritmo ossessivo di un dolore pulsante. Qualcosa che è dentro di me ha annusato quelle urla, ti ha riconosciuto, inspiegabilmente, come un cane che sente il terremoto prima che arrivi. Le grida di un figlio ti aprono il torace, scavano in posti che non sapevi di avere. Sono colpi vibrati da dentro, da uno scudiscio impietoso, ogni frustata ti imperla la fronte, ti smuove la faccia.
Eri tu, ti vedevo finalmente, rigirato e ispezionato da mani grandi e disinvolte. Piccolo, più piccolo di quanto potessi immaginare, animato da un tremito frequente, quasi impercettibile. Eri chiuso in te, nel tuo dolore, e spingevi fuori quel guaito.
“Ha una gran voce” mi disse qualcuno, provai a rispondere, mi accorsi di non avere fiato, di non sentire il pavimento sotto i piedi. Ero pronto a ruggire in faccia a chiunque per difenderti, a pestare sull’acceleratore per portarti ovunque servisse, ad aprire una porta a testate pur di liberarti dal posto in cui ti trovavi prigioniero, ma niente di tutto questo sarebbe servito. Fermo, stare fermo era il massimo che potessi fare. Tacere, stare zitto e non dar fastidio a chi lavora, a chi soffre. Per fare il padre pensavo servisse un uomo d’azione, d’iniziativa, e invece no. Vorresti esplodere, urlare, dare uno sfogo a tutta quella carica, e invece no. Tocca disinnescarsi, implodere. Senti gli occhi lacrimare dall’interno, il sangue abradere le vene. Senso di responsabilità e sentimento d’amore si mescolano, sono appena nati e già enormi, hanno origine e fine fuori di te, in quel corpicino in preda al dolore.
“Posso fare qualcosa?” provi a chiedere, ma sei il primo a dubitarne.
Ho imparato che non puoi avere alcuna cognizione di cosa sia l’impotenza se un figlio non ce l’hai.
Ho imparato che insegnare qualcosa a tuo figlio è più facile se butti via quel che sai e lo reimpari insieme a lui.
Ho imparato che una frase illuminante o due segni di biro su un pezzo di carta non sono un esempio, l’esempio è il tuo modo di vivere giorno dopo giorno.
Ho imparato che la paura, prima o poi, ti trova a braccia basse e si fa beffe delle tue sicurezze, e di te, quello sarà il giorno in cui potrai misurare il tuo coraggio.




Nome o pseudonimo
(non utilizzare simboli, apostrofi o caratteri speciali)


La tua e-mail
(se inesistente il messaggio verrà rimosso)


Titolo
(oggetto del Post: attinente, sintetico e descrittivo)


Testo Post
(non utilizzare comandi HTML: href, http, mailto, ecc.)


Immagine da allegare
(deve avere estensione .jpg e non superare i 3Mb)


Ai sensi del D.L.196/2003 art.13 acconsento alla pubblicazione dei dati inseriti

Premi una sola volta e pazienta.
Il tempo di caricamento dipende dalle dimensioni della foto e dalla velocità del collegamento.


Diario clandestinoIdee in libertà
Alessio Di Tommasoemail: alessio.ditommaso@gmail.com
Copyright © 2013