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Da un sogno a una nuova app per il turismo in bici
09/09/2013 15:24:29

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Ho fatto un sogno.
Anzi, no. Un incubo.
Io e Anna, mia moglie, con Valentina e Andrea, i nostri figli, in mezzo ai campi di grano in una bellissima giornata di piena estate.
Avevamo deciso di far provare ai bambini l’emozione di una bella gita in bicicletta lungo il fiume che attraversa la pianura.
Bello. Divertente. Stare piacevolmente insieme pedalando allegramente tra le spighe mosse dal vento, il cinguettio degli uccellini e lo sciabordio del fiume.
Oddio. Per la verità quel giorno di vento neanche il segno. E in quanto agli uccellini, dovevano essere in ferie, frastornati anche loro dall’assordante frinire delle cicale.
Su bambini, andiamo che tra un po’ arriveremo ad un bel castello in mezzo al bosco faccio io, sempre ottimista.
Dai bambini, che forse non dovrebbe mancare molto replica mia moglie. Modo: dubitativo. Tempo: molto molto remoto.
Ho sete: Valentina. Hai già bevuto 5 minuti fa, cara, e anche 5 minuti prima ed era la quinta volta da quando siamo partiti, appena un’ora fa cerco di convincerla, sapendo che i 3 litri di acqua che avevamo prudentemente portato stavano per finire.
Ho sete, mi fanno male i capelli e sono stufa di pedalare!
“Voglio il gelato” dice Andrea, che non perde occasione per chiedere quello che non è a portata di mano. E io ho fame di pizza aggiunge Valentina. La pizza vi fa venire ancora più sete dice Anna, sempre pratica. Voglio il gelato, la pizza e la Coca. Andrea non si fa mai mancare nulla in quanto a desideri.
“Mhmm, mi sa che ho bucato” esclama Anna guardandomi moderatamente fiduciosa nelle mie abilità meccaniche.
Brivido! Mi ero dimenticato di comprare la camera d’aria di riserva per la sua bici. E la mia, naturalmente, ha le ruote di misura diversa.
Veloce analisi delle soluzioni: usare il chewingum che sto masticando sempre più freneticamente per tappare il buco: problematico. Incollare due di quelle piccole dei bambini: difficile. Trovare un riparatore in mezzo alla campagna: impossibile.
“Andiamo di là, che c’è un paesino oltre la ferrovia. Là c’è un negozio di biciclette. E sicuramente una gelateria che vende anche pizze” concludo io convinto. Anna comincia a sospettare degli effetti del sole anche su una mente solitamente lucida e brillante come la mia.
La ferrovia! Non avevo tenuto conto che la ferrovia non si può attraversare come un marciapiede.
E così, dopo un’altra mezz’ora di pizze, gelati, sete, sassolini nelle scarpe, sete, borracce d’aria, camere d’acqua …
Mi svegliai di colpo urlando “La pompa!”
Ecco come ho deciso che avrei risolto una volta per tutte gli incubi dell’escursionista in bicicletta: ho sviluppato bybyke.
L’applicazione per smartphone che porti sempre in tasca. Che ti aiuta e ti guida anche quando non ci sono indicazioni e i tuoi compagni di avventura sono smarriti come te.

PS. Oggi Anna va a scuola, dove insegna, tutti i giorni in bici. E non buca mai.
Valentina vive ad Amsterdam e usa la bici anche per andare in bagno.
Andrea è un bravo ragazzo: mi viene sempre a recuperare in macchina quando ho finito le camere d’aria di scorta.
Ed io ? Io sono il solito ottimista: prima o poi troverò un riparatore aperto anche la domenica.

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