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ALESSIO

Autosufficienza elettrica
23/03/2013 15:33:30

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Autosufficienza come filosofia di vita
Il concetto filosofico di autosufficienza è stato posto per la prima volta da Aristippo di Cirene nel V secolo a.C. Egli fu elaboratore della dottrina etica dell’edonismo e fondatore della Scuola Cirenaica. Il concetto aristippeo di autosufficienza ha ispirato i suoi allievi, i Cirenaici, per poi diluirsi nel grigiore dell’ignoranza e della superstizione. Finalmente, dopo duemilacinquecento anni di oblio il concetto di autosufficienza ha ispirato una nuova, meno consapevole ma più agguerrita corrente di pensiero, i Cicloturisti.

Io che l’elettronica non so cos’è
Tengo a precisare che tutto quello che leggerai in questa pagina è frutto di esperimenti raffazzonati da un ignorante in materia, che sarei io. Questi tentativi hanno portato a dei risultati sufficienti allo scopo, o almeno credo, ed in ogni caso non sono in grado di giudicare, so solo che l’accrocchio illustrato in questa pagina funziona. Scegliere di costruire ed utilizzare l’oggetto descritto in questa pagina è una tua libera scelta della quale ti assumi tutte le responsabilità dirette e indirette. Se il tuo spettacolare iPhone o il tuo prezioso GPS o qualsiasi altro ammennicolo tecnologico di ultima generazione incautamente collegato al manufatto dovesse friggere sotto i tuoi occhi increduli prenditela con te stesso, e non dire che non ti ho avvisato!

Bisogno ispiratore
Il congegno elettronico illustrato di seguito, che ho deciso di chiamare Aristippo in onore del filosofo, è la risposta al mio bisogno di autosufficienza elettrica in bicicletta, ovvero, illuminare la strada anche quando non pedalo e ricaricare il cellulare utilizzando la corrente della dinamo. La progettazione dell’Aristippo ha avuto due presupposti fondamentali: costare poco, e comunque non più dei devices che alimenta o della stessa bicicletta, ed avere una fattibilità alla portata di tutti, anche di coloro che, come me, sono totalmente a digiuno di elettronica. A distanza di un mese posso affermare di aver perseguito con successo entrambi gli intendimenti: realizzare l’Aristippo costa pochi euro ed è alla portata di tutti, o quasi.

Quello che serve per realizzare l’Aristippo
Ecco lo schemino, evidentemente non è disegnato da un addetto ai lavori ma spero risulti chiaro:
- Raddrizzatore a ponte di diodi 100V 1,4A oppure 1000V 1,5A (ho testato entrambi i componenti con successo);
- Condensatore elettrolitico 35V 1000uF oppure 25V 2000uF (ho testato entrambi i componenti con successo);
- Regolatore di tensione 7805 +5V 1A;
- Presa USB (l’ho ottenuta tagliando una prolunga USB da 50 cm.);
- Un pò di filo elettrico;
- Saldatore a stagno;
- Tester per verificare i valori in uscita a fine lavoro (un componente inadatto o un collegamento sbagliato possono fare grossi danni).
Per collegare il tester ho utilizzato il residuo della prolunga USB: è sufficiente collegare il filo rosso al positivo e quello nero al negativo del tester (sono i colori standard dei fili presenti nei cavi USB) lo stesso discorso vale per collegare la presa USB all’Aristippo.

Il sistema di impermeabilizzazione che ho adottato con successo è semplice:
- Contenitore ermetico in plastica (di quelli per conservare i cibi) opportunamente forato (3 fori per l’Aristippo ed altri 2 per il modulo di illuminazione) ed impermeabilizzato con colla a caldo o silicone.

Prova su strada
Ho assemblato quattro esemplari di Aristippo che, attualmente, sono installati su quattro bici diverse.
Alla prova su strada tutti hanno dato valori al tester uniformi e stabili (+5V 1A), questo nonostante fossero alimentati da dinamo totalmente diverse per genere e qualità.
In un anno di test hanno alimentato e ricaricato cellulari e smartphone Apple, Nokia, Motorola e Samsung, mp3 player di varie marche compreso un iPod, tutto senza ravvisare anomalie di sorta.

Il pacco batterie ricaricabili non è indispenzabile ma lo consiglio a chi voglia ricaricare il cellulare senza preoccuparsi delle fermate (le ricariche discontinue sono le peggiori) ed a chi voglia alimentare un sistema di illuminazione a corrente continua funzionante anche da fermo.
Servono:
- Pacco batterie ricaricabili (AA o AAA da 1,2Vx4);
e per chi voglia aggiungere il sistema di illuminazione a corrente continua:
- Fanale anteriore e spot posteriore da 3V (privati delle batterie ed alimentati in serie dall’Aristippo);
- Interruttore (da montare in posizione accessibile).
Le normali batterie ricaricabili NiMh vanno bene, ma soffrono molto i cicli incompleti.
Per alleviare il problema le sottopongo ad un ciclo completo di scarica-carica ogni 15 giorni.
Per un uso più intensivo ho sentito parlare molto bene delle LiFePO4, leggere, longeve, potenti ed esenti da effetto memoria, ma molto costose. Forse un giorno le prenderò.

Altre fonti
Per tutti coloro che trovano le mie indicazioni poco chiare, complicate, sintetiche oppure prolisse o, semplicemente, hanno voglia di curiosare in giro, i seguenti links possono risultare illuminanti.
Mobiles - ideatore del progetto base che ha ispirato l’Aristippo.
Alimentatore per biciclette DIY - guida realizzata da Diego Severgnini con un invidiabile piglio da divulgatore.
VIKE - prototipo descritto nei dettagli completo di fanaleria, c’è anche il VIKE 2.0 un’evoluzione interessante.
Kemo m172 - prodotto pronto da installare acquistabile su eBay segnalato da Carlo, che ringrazio.

http://www.bikeride.it/autosufficienza.php?id=9001


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