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Alessio



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Sono un amante dei lunghi viaggi in bicicletta
Ho provato e riprovato a viaggiare avventurosamente lasciando la bici a casa: autostop, inter-rail, Citroen 2CV, ma i viaggi veri, quelli che non dimentichi mai e puoi stare lì a raccontare per giorni, li ho vissuti in bici. Si, perché nell'epoca delle autostrade e degli aerei si è perduto il gusto del viaggio. Secondo me viaggiare significa andare in un posto vivendo il percorso, con calma, gustandolo, e non arrivarci in tre ore sbirciando da un finestrino fotogrammi senza audio o, peggio, dormendo su un sedile. Oggi il viaggio è diventato un peso: lo scotto da pagare per arrivare alla meta. Si corre tutti i santi giorni, perché farlo anche in vacanza? ...e, magari, tornare a casa più stressati, ubriachi di notizie ed avvenimenti subiti in rapida successione. Alla fine la corsa contro il tempo te la sei portata dietro, senza riuscire a staccare le spina. Io, quando sono in bicicletta, viaggio per viaggiare e non per arrivare, la mia meta è spalmata lungo il percorso, vivo metro per metro la mia strada ed attimo per attimo la mia vita, ascoltando il paesaggio, respirando i luoghi, vivendo la strada come metafora della vita, con le sue salite e le sue discese. La vita è un dono a scadenza, è vero, ma viverla di fretta non la allunga, anzi. Eppure, la fretta ci domina, è la malattia del secolo, ci lasciamo aggredire dal senso di impellenza per tenere il ritmo di un mondo che corre, non si sa bene dove. Poi arrivano le vacanze, ma non cambia niente, perché la vacanza è uno stato d'animo, non una condizione, è un atteggiamento, un modo positivo di porsi rispetto agli eventi, belli o brutti che siano. Una vita priva di difficoltà non avrebbe senso, così come un viaggio senza imprevisti.

AlessioUn viaggio in bici è un'avventura e qualche problema fa parte del gioco
E' quando si vivono le difficoltà che la tempra del viaggiatore ti dà la forza di non mollare fino a quando, proprio lì dietro l'angolo, la soluzione al tuo problema trasforma in un ricordo, il più bello, la tua difficoltà. Noi cicloturisti viviamo un'altra dimensione, possiamo passare per pazzi o per quelli che hanno capito tutto ma non possiamo essere compresi, solo noi sappiamo che il mondo visto da una bici è così duro. Però dobbiamo essere consapevoli che una volta scesi dalla sella abbiamo fallito, non svuotare di significato il tuo viaggio in bicicletta, non fermarti.
Viaggiando ti capiterà di vedere posti bellissimi e di vivere situazioni ideali, sarà in quei momenti che dovrai vincere la tentazione di fermarti. Dopo la splendida persona che hai incontrato o il magnifico angolo di mondo che hai scoperto, proprio lì dietro l'angolo, ti aspettano persone ed esperienze mille volte più belle. Noi cicloturisti viviamo un'altra dimensione, possiamo passare inosservati o affascinare ma non possiamo essere compresi, solo noi sappiamo che il mondo visto da una bici è così bello. Ma dobbiamo essere consapevoli che una volta scesi dalla sella l'incantesimo si rompe, non svuotare di significato il tuo viaggio in bici, non fermarti mai!

La vacanza è uno stato d'animo, non una condizione
Sentirsi in vacanza non significa necessariamente esserlo. Ci si può sentire in vacanza anche durante una normale giornata di lavoro, prendendo qualcosa al bar o facendo la spesa, mentre si cucina o sparecchiando la tavola, basta volerlo, o meglio, basta chiedersi "perchè no?"
Cosa ci impedisce di star tranquilli, rilassati, sorridenti e in pace con noi stessi anche mentre sfidiamo la statistica cercando un parcheggio? Lo stress, la fretta o l'abitudine? Rompi il meccanismo ansiogeno, inventa qualcosa, non so, fai finta che ci sia un premio in gettoni d'oro per chi parcheggia per ultimo. Tanto avere i peli dritti dalla rabbia non ti aiuterà, anzi. Accendi lo stereo e ascolta un pò di musica, oppure spegnilo e canticchia, mettiti a tuo agio. Non è necessario dimenticare gli improrogabili impegni che stipano la tua agenda, è sufficiente dar loro la giusta dimensione, il giusto valore. Hai presente quella volta che sei andato al funerale di quel tuo conoscente, ecco, davanti alla morte siamo tutti realisti ma non perchè siamo emozionati o angosciati o sotto choc. E' come se chi è volato in cielo ci trascinasse con se per qualche metro permettendoci di vedere meglio, dall'alto, di dare la giusta dimensione alle "cose". Non parlo di "cose terrene viste con la prospettiva della morte", che poi sarebbe il nome della cartella in cui di solito archiviamo questo tipo di esperienze. Parlo di "cose" della vita, "cose" che sono la vita stessa, "cose" importanti che meritano di essere fatte e di essere vissute con serenità.

Chi me lo fa fare
Ciao, volevo solo dirti che ho trovato interessante il tuo sito, avevo già voglia di fare qualcosa con la bici per la prossima estate, adesso ne ho ancora di più. Ciao, grazie. Stefano
Ciao Stefano, quando, nell'ormai lontano 1997, cercai le parole "viaggio" e "bicicletta" su Altavista, il motore di ricerca più in voga dell'epoca, non trovai nulla. Due anni dopo, mentre affrontavo una salita di quelle che, o pensi ad altro o scendi dalla bici, decisi di colmare quel vuoto e nacque "BikeRide.it". Da allora sono cambiate tante cose, i motori di ricerca sono più efficienti, gli utenti sono tanti e più esperti, assessorati al turismo, tour operators, proloco, associazioni nazionali e regionali mettono a disposizione informazioni più complete e dettagliate di quanto io possa mai offrire. Io sono solo, il mio è un sito personale che si misura con siti aziendali ed istituzionali, che senso ha? E' un impegno, e il dubbio che non serva a nulla mi spinge spesso a mollare. Poi arriva, puntuale, l'email di qualcuno che non ti chiede quale bici comprare o quanto costa attraversare la Manica con bici a seguito. E' semplice, giusto due righe, l'email di qualcuno che ha sentito il bisogno di dire grazie e che, soprattutto, ha sentito il mio bisogno di sentirmelo dire.
Prego Stefano, prego, con tutto il cuore. Alessio


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